Tutti gli articoli di Paola Paolessi

Paola Paolessi, detta “La Secca” o “Vipera berus” è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta nelle borgate romane ha fondato e suonato nel gruppo dei Floema, band punkrockblues psichedelica. Laureata in Scienze naturali e podista di buona lena, ha svolto alcuni tra i mestieri più belli tra cui la Guida Ambientale Escursionistica, il Guardiaparco, la Naturalista, l’Insegnante, l’Istruttrice di Atletica Leggera. E’ la mamma di Lara.

Donna Circe!

La Trasferta societaria di Rifondazione Podistica anche quest’anno ci vede impegnati sul promontorio della Maga Circe nei panoramici 10.000 metri che dal porto salgono e scendono dal Borgo di San Felice, arroccato sul versante Sud Ovest di Monte Circeo. Alla gara dei bambini segue la corsa degli adulti e tutti fanno la loro parte e ben figurano in questa Circeo Run, Memoriale Christian Rotta. Nonostante i balli scatenati serali al campeggio di Porto Badino, le condizioni meteo alla partenza, insolite a metà maggio e provati dagli acciacchi pregressi e in itinere, giungiamo dignitosamente al traguardo esausti ma soddisfatti, come Ulisse dopo tante traversie, approdò a Itaca. Dopo pranzo, spiaggiati come foche monache, lungo l’affascinante litorale tirrenico laziale ci lecchiamo le ferite parlando di ernie, contratture e lesioni tendinee e meditando periodi di scarico a nuoto e bicicletta!

Police On My Back

“Daje Daniel, corri come se dovessi scappa’ dalle guardie!” Così urlano da un braccio del carcere per sostenere il loro compagno a non mollare in quegli interminabili 12 km di corsa. Sono 6 giri da 2 chilometri all’interno delle mura della casa circondariale. Per un bel tratto, Daniel e io abbiamo corso insieme. L’ho sentito faticare di brutto e, sentendolo esprimersi in modo a me incomprensibile, gli ho chiesto in che lingua le stesse dicendo le parolacce… mi ha risposto che stava pregando per arrivare fino in fondo, per poter chiudere quella gara di 12 km mai fatta in vita sua. Pioggia vento e freddo in questo maggio che sembra dicembre, in questa città-carcere di Rebibbia ed è sempre un’emozione correre la Vivicittà in compagnia di questi uomini e della loro grandissima umanità. Finiti dentro chissà per quale motivo. Giusto? Sbagliato? in braghe corte e scarpe da corsa siamo tutti uguali e chi è senza peccato scagli la prima pietra. Aldilà dei giudizi, dei dubbi e delle supposizioni rimangono i sorrisi, le battute e l’allegria per una giornata che a loro non capita certo tutti i giorni, che per qualche ora li fa volare liberi dalle mura. E neanche a noi, agli “esterni” capita tutti i giorni confrontarci con tutto questo. A un certo punto, rimproverata dal compagno Johnny Dalton, ho anche abbandonato Daniel alla sua fatica, per inseguire quella medaglia alla gara di Rebibbia, che mi è tanto cara e che aspetto ogni anno. Daje Daniel, presto, fuori di qui, continuerai a correre non certo come un ladro, non per scappare da qualcuno o qualcosa, ma per la gioia di sentirti Libero.

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9aa27797-f25e-4be3-84a2-a6d31dd2a6c2-tg2.html?fbclid=IwAR1FE1LEIfKcNyNLuykwu6K4Cz0T90eniY0OeHvH6N-jcD7fkG2tRZIaUBY#p=0

Due Rifondaroli sul Monte Tancia!

Partigiani! Baluardi della Resistenza antifascista, il 7 aprile del 1944 combattono sul Monte Tancia per la nostra Libertà. La Brigata D’Ercole-Stalin, formata da partigiani provenienti da diverse zone della Sabina e di Roma viene attaccata da diversi reparti delle divisioni naziste, inviate per un’operazione di “bonifica” nella zona, irrompendo in massa presso il massiccio del Tancia alle prime luci dell’alba. Nonostante la sproporzione delle forze in campo, i partigiani tengono impegnati i tedeschi dal Monte Arcucciola da mattina a sera, infliggendo perdite ingenti sparando con una mitragliatrice sovietica. Infine, stremati e senza munizioni, i partigiani vengono accerchiati e trucidati e solo pochissimi riescono a scappare, grazie all’aiuto dei compagni rimasti sulla cima. La montagna viene inoltre bombardata per rappresaglia e durante questa “Pasqua di sangue” persero la vita anche numerosi civili, in particolare donne e bambini. Nonostante tutto, la battaglia del Tancia e della resistenza dell’Arcucciola fu fondamentale nel determinare la ritirata dei tedeschi dalla zona, il 10 giugno 1944.

PS Alla Maratonina del Partigliano, non si può mancare! Per come la vedo io, al posto delle canoniche categorie FIDAL, ci sono solo 3 categorie da considerare in questa gara per ricordare la Battaglia del Tancia: Communisti, Anarchici e Antifascisti! Walter primo assoluto e io (che rientro in tutte e tre le categorie sopraccitate) seconda delle donne.
Ora e sempre RESISTENZA!

Il ritorno del Lord e l’Isola che non c’è

Grande cross inglese con tanto di permafrost alla Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, questa domenica, con grandi prestazioni di grandi e piccoli atleti nonché la prima prova per il piccolo Emiliano tra i giovanissimi.

Tra medaglie e qualche lacrimuccia siamo giunti anche al termine di queste quattro corri per il verde che per quanto si facciano sentire fatica fango freddo (le tre fatidiche F) che caratterizzano le fasi organizzative e la parte “atletica” di queste corse campestri. Quanto alle prestazioni in gara che dire dell’impresa del Lord Nulli in questa quarta prova? Senza nulla togliere al ottimo Simone e allo straordinario Stefano si evince che il nostro nobile compagno di squadra dal “cenerentescolo” piede ha esperienza e classe da vendere (quando gli gira bene, volubile come ogni nobile che si rispetti). Nondimeno, Walter, Ugo e tutte le altre vecchie glorie, dalla testa alla coda, ognuno dando il massimo, vendono cara la pelle, con il giovane Pietro ad abbassare la media dell’età già avanzata dei fortissimi e stagionati atleti rifondaroli. E che dire delle donne, trainate della neo campionessa Isa ormai atleta multitasking a tutti gli effetti, impegnate nel tentativo di tenere il quinto posto di squadra, anche su chiamata della motivatissima Alessandra Migheli? Ma come sempre la grande soddisfazione ci viene dai teneri virgulti: le giovani promesse rifondarole, mature e determinate nelle corse e nel sostenere i compagni in gara, insieme alla direttrice e il presidente factotum insostituibili nella realizzazione di questa lunga e complessa avventura che è la Corri per il Verde. E infine, chi meglio di me, avendola vissuta dietro e fuori le quinte, nella pioggia e nel gelo, tra gioie e rodimenti, tra nastri arrotolati male e paletti spuntati, mazzette perse e i Ricci a ritrovarle, direttrici incazzate ed esauste, ma infine soddisfatte e raggianti, può dire quanto sia impegnativo e ai margini dell’inverosimile il lavoro necessario all’organizzazione e alla realizzazione di queste quattro corse campestri e quanto sia bello mettere la spunta del zan zan a giochi fatti… anche con la voglia, incredibile, di rifarlo il prossimo anno…  per finire, l’aneddoto presidenziale, che questa volta giunge in fase di relax post gare, quasi come un miraggio di un mondo lontano e perduto e che riguarda un misterioso luogo, una sorta di Shangri-La de Noantri, un certo Castelmaggiore Vecchia, dove pare sia stata attuata una forma di protocomunismo ad opera di un illuminato Signore di nobile stirpe che distribuì appezzamenti di terra ai propri sudditi per realizzare un utopico regno quale Primus inter pares… Ho provato a cercarla su internet, ma… nulla da fare. Forse è proprio l’isola che non c’è!

Gambe come molle d’acciaio!

In uno dei suoi tipici aforismi, il Presidente, incita alcuni giovani atleti impegnati nella corsa campestre di questa domenica, parafrasando il celebre film “Gli anni spezzati” riferendosi alla celebre frase “Ho molle d’acciaio nelle gambe per correre in pista come un leopardo”. Eh già… un fine settimana a dir poco impegnativo, atleticamente parlando. E non sono mancate le soddisfazioni, di correre con le nostre gambe e con quelle di tutti i bambini e i ragazzi che in questa due giorni incredibile si sono cimentati in pista, allo Stadio Cecconi di Monterotondo, nell’ambito della Natalina, e nel Crosscountry della Villa dei Quintili, nella 3° tappa della Corri per il Verde. E non sono mancate la tradizionale salamella natalizia di categoria, come tradizione vuole (pur essendo ormai quasi vegetariana) alla Natalina, il ritorno di una vecchia gloria rifondarola (il mitico Mola) sulle zolle di prato dei Quintili, la squadra degli instancabili piantatori di paletti capitanati da Direttrice e Presidente alla cui impresa questa volta “ho fatto sega”, le lezioni di archeorunning di Camilla, e… i soliti cari brutti ceffi rifondaroli! Anche stavolta ce l’abbiamo fatta… Zan Zan!

Una volta era la marana…

E oggi, eccoci qui, a correre l’ennesima corsa campestre per eccellenza, la “Corri per il Verde”. Il Parco Talenti è un lembo di campagna romana scampata all’edilizia. Un tempo, la terra da riporto non aveva ancora ricoperto e “bonificato” alcune zone umide che, in quanto pozze temporanee rappresentavano un importante habitat per la batracofauna locale (rane e rospi). Luogo di scorribande giovanili, all’epoca io facevo parte del gruppo dei “pallinidi”, punkettari naturalisti. Ma questo era il territorio dei “maranoidi”, cari amici, all’epoca un po’ “freakettoni”, che giocavano a pallone nel prato adiacente al fosso o marana. Ci si sfidava e si cuocevano le castagne al fuoco. Tanti anni sono passati, ma fortunatamente queste simpatiche creature non si sono ancora estinte, vero Boatens?! Però questo è anche il luogo dove ho corso la mia prima gara, una campestre provinciale a cui partecipai con la mia scuola. Avevo circa 15 anni e già correvo da diversi anni. Da allora non ho più smesso e se non dovessi più farlo con le gambe penso che lo farei con l’anima!

Rifondaroli al Millenium trail di Monte Gennaro: brillanti risultati con screzio al consuocero

Ottima prestazione globale della nostra squadra in questa corsa in montagna di mezz’autunno, con temperature decisamente estive. Due primi posti, di Isa e Stefano, e poi altri bei piazzamenti nelle posizioni alte della classifica.  La partenza e l’arrivo davanti la mia scuola, la montagna sopra casa e i compagni di squadra mi predispongono al cazzeggio e alla “sbrasoneria” durante la salita e al turpiloquio e alla “rosicata” durante la discesa in cui, pur non perdendo sostanziali posizioni, vengo nettamente distaccata dalla mia compagna di squadra, prima assoluta, buon per lei. Vengo inoltre letteralmente sverniciata da quelli che ho tampinato e sbeffeggiato in salita pertanto approfitto di questa sede per porgere le mie umili scuse! C’è però a chi va peggio… Mr Pumpkin, mio potenziale consuocero, nonché nerd di prim’ordine, si ritrova a girare a vuoto nel Pratone di Monte Gennaro, a causa delle errate indicazioni lungo il percorso, con un’inevitabile prolungamento della lunghezza del percorso gara di diversi chilometri. All’arrivo, il puntiglioso matematico romano non ci vede più dalla rabbia e dal disappunto e sporge reclamo agli organizzatori. Dal rimborso della quota deriva un’accesa disputa sul consumo di un piatto di pasta da parte di un’atleta contro la “Zucca” che mi vede obbligatoriamente nel ruolo di difensore dell’orticolo consuocero in potenza (linguaggio matematico, per l’appunto). Non ci avete capito nulla, vero? Meglio così!!!

La corsa di Stefano

La corsa di Stefano
La corsa non è solo fatica e sudore, ma anche cuore e sentimento.

Domenica 7 ottobre 2018, nel bellissimo scenario naturale e storico del Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica Caffarella, si è svolto il 4° Memorial Stefano Cucchi.

Questo evento ha per molti partecipanti un significato che va oltre la pratica sportiva.  Correre con Stefano e per Stefano.  Le motivazioni sono assolutamente personali.  Credo che schierarsi sulla linea di partenza di questa gara, percorrerla al meglio e tagliarne il traguardo sia anche un voler dare un segnale.  A chi? Ai familiari di Stefano, alle istituzioni, alla società civile, a noi stessi.  Sperando che ci sia sempre qualcuno ad ascoltare…

Un grazie speciale alla UISP, alla famiglia di Stefano e al Comitato per Stefano Cucchi per averci dato questa opportunità di correre mettendoci gambe, testa e cuore.

El diablo

Alla Millenium Running con il coltello in mezzo ai denti e un pettorale a dir poco inquietante, imbruttita, vado a cercare il risultato. Nonostante gli sforzi mi devo accontentare di un secondo posto di categoria e delle bastonate della Valchiria, in grande spolvero. In compenso Rifondazione podistica si cimenta brillantemente nelle gare giovanili, nella non competitiva con i ragazzi più grandi e agguanta anche il quarto Premio di società data la folta presenza di atleti rifondaroli in questa manifestazione. Ugo si piazza sesto assoluto, Alessandra prima di categoria, buone le prestazioni delle altre donne in gara. Stefano undicesimo, il Maestro Enzo non si smentisce ed è il terzo rifondarolo assestando una stoccata a Simone non ancora al massimo della forma. Il Lord tiene botta fino a fine gara ma arrancando sugli ultimi quattro km. Zucchi se la prende adagia e comoda per non parlare del gruppetto Lucidi, Solimini, Mazza e Gaglioppa, al pascolo lungo la Stazzanese. Da segnalare Il ritorno di Nonno Nanni, dei fratelli Dalton (i tre Ricci, Simon, Johnny e Sister Tata e il Mazza) e della mia archeologa preferita. Ai limiti della decenza la prestazione di Mauro, che prova almeno a distinguersi dai quattro lavativi di cui sopra agganciandosi al traino di Isa. Scialba la prestazione del Capizi, buona la prova di Di Maio e Iannella, in ogni caso fondamentale la loro presenza nell’agguantare il premio societario. Chiudono in bellezza i più belli: il Boa e Camilla. Dopo gara a gozzovigliare insieme a tanti amici e compagni di squadra a villa villacolle con i il cannonau artigianale dei tre ambasciatori della sezione sarda di RP Boa, er Polenta e il Suola Premiato anche il criterium giovanile e consegnati i completini sociali nuovi di zecca con la direttrice e il Presidente in prima linea. Presente alla consegna anche Boris, icona societaria di alto livello estetico e atletico per la gioia delle donne e dei diversamente sessuati. Nel frattempo Marcella si cimenta con il lancio del giavellotto a Rieti… questa domenica non ci siamo fatti mancare nulla!

Morbo di Lyme

Ed eccoci giunti al giorno della gara, il Trail Des Fantomes sulle Ardenne nel cuore del Belgio. In effetti non sto nel mio massimo della forma perché qualche giorno fa mi sono trovata una zecca della specie più terribile, Ixodes ricinus, portatrice del pericolosissimo morbo di Lyme o Borrelia. Gli è che sono abbastanza ipocondriaca e già da un po’ di tempo sentivo questo forte senso di spossatezza che mi ha indotto a prendere l’antibiotico della famiglia delle tetracicline. Però la “tigna” prevale sulla Borrelia e alla gara non ci rinuncio… una bella aspirina e via. Riesco anche a correre decentemente. La distanza che ho scelto è quella più corta e più veloce e mi devo confrontare con ragazzine che hanno un terzo della mia età. Tutto sommato mi difendo bene e sfioro il podio come quarta assoluta, con un po’ di rammarico, ma con la consolazione che Crippa sul 5000 ieri non ha fatto meglio di me! Un caro saluto a tutti!