Tutti gli articoli di Paola Paolessi

Paola Paolessi, detta “La Secca” o “Vipera berus” è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta nelle borgate romane ha fondato e suonato nel gruppo dei Floema, band punkrockblues psichedelica. Laureata in Scienze naturali e podista di buona lena, ha svolto alcuni tra i mestieri più belli tra cui la Guida Ambientale Escursionistica, il Guardiaparco, la Naturalista, l’Insegnante, l’Istruttrice di Atletica Leggera. E’ la mamma di Lara.

RP a Palombara Sabina – Info e moduli per iscrizioni

Corsi per bambini e ragazzi:
– Piccolissimi dai 3-5 anni (anno di nascita 2016-2018)  Bambini dai 6-9 anni (anno di nascita 2010-2015)
– Ragazzi dai 11-15 anni (anno di nascita 2006-2009)  Giovani dai 16 anni in su
Programma attività:
– Contenuti delle attività: dal gioco individuale al gioco collaborativo; giochi di squadra e giochi a confronto; percorsi e staffette; esercizi a corpo libero; tecnica di corsa, lanci e salti; attività multidisciplinari.
– A Palombara, viste le risorse del territorio, il corso di Atletica Leggera presenterà elementi di Trail Running (corsa in montagna), di orienteering e di altre discipline sportive affini.
– Durante l’estate verrà organizzato anche un raduno collegiale di metà e fine stagione.
– Eccezionalmente verranno svolti alcune escursioni e alcuni allenamenti presso le Ville e i Parchi di Roma (Villa Ada e Villa Borghese, Parco delle Valli, nella Riserva Naturale Regionale Valle dell’Aniene, Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili). Iniziative, gare o allenamenti in villa e nei Parchi saranno comunicate tempestivamente ad inizio mese nel
calendario attività
I CORSI SARANNO CONDOTTI DA INSEGNANTI DI EDUCAZIONE FISICA ED ISTRUTTORI FIDAL
Le attività si svolgono allo Stadio Torlonia di viale Tivoli a Palombara Sabina:
il venerdì dalle 16,30 alle 17,30 e sabato mattina dalle 10,00 alle 12,00 al campo di atletica Farnesina, via Meresciallo Cavriglia (Ponte Milvio)
Per info:
Paola Paolessi 3334978667 paolessipaola@gmail.com (Referente Settore Giovanile A.S.D. Rifondazione Podistica Palombara Sabina) – Sito internet: www.rifondazionepodistica.it
Informativa generale per le iscrizioni all’ASD Rifondazione Podistica (stagione 2018 – 2019)
Settore giovanile ed agonistico – affiliazione presso FIDAL o Ente di Promozione Sportiva (UISP):

  1. Certificato medico di sana e robusta o agonistico secondo quanto prescritto dalla legge per le diverse età. 2. Fotocopia di documento valido
  2. Fototessera in formato elettronico di dimensioni minori di 50K
  3. Compilazione del modellino di iscrizione ad RP
  4. Pagamento della quota di iscrizione + mensile o semestrale o quota annua
  5. Nei casi di trasferimento da altra società, va compilato anche il modulo di trasferimento.
  6. Per i bambini / ragazzi con cittadinanza non italiana serve attestato di frequenza scolastica o fotocopia del permesso di soggiorno (ben leggibile).
    Durata validità tessera UISP: da ottobre a ottobre anno successivo- Tessera Fidal: dal 1 gennaio al 31 dicembre.
    L’accesso alle attività con i nostri tecnici è vincolato alla consegna di tutta la documentazione sopra indicata.

E’ gradita la consegna di tutta la documentazione necessaria all’iscrizione in un’unica volta. Info quote
INFORMATIVA CORSI PALOMBARA SABINA RIFONDAZIONE PODISTICA
1) CORSO MONOSETTIMANALE (Venerdì dalle 16,30 alle 17,30 con allenamento gratuito al campo di Atletica Leggera alla Farnesina il sabato mattina dalle 10 alle 11 oppure dalle 11 alle 12) – I turni saranno concordati con gli istruttori.
Quota annuale in un’unica rata: Totale: 120 euro annuali (comprende quota di iscrizione più 9 mesi di allenamento da ottobre 2020 a giugno 2021 incluso)
Quota semestrale: Totale: 150 all’anno. Prima rata (ottobre-novembre-dicembre-gennaio) 80 euro (comprende quota di iscrizione) – seconda rata (febbraio-marzo-aprile-maggio- giugno) 70 euro
Quota mensile: Totale: Totale: 165 all’anno distribuiti come segue: 30 euro iscrizione – 9 mesi da ottobre 2020 a giugno 2021 incluso 15 euro al mese.
Le quote comprendono:

  • Il Tesseramento e l’assicurazione alla FIDAL o alla UISP
  • Lo svolgimento di ATTIVITA’ FEDERALI comprensiva di gare FIDAL e UISP e manifestazioni
    sportive con esclusione della quota di iscrizione alla gara.
  • La t-shirt RP o altro capo tecnico.
    Dal secondo bambino dello stesso nucleo familiare sconto 10 euro nella quota unica annuale. Dal terzo bambino in poi, iscrizione e corso sono gratuiti.
    Il pagamento della quota può essere fatto presso il punto ritrovo al campo sportivo di Palombara Sabina al termine degli allenamenti oppure il sabato mattina alla Farnesina o, preferibilmente, tramite bonifico sul CC intestato alla società (nella causale riportare il nome del socio/soci per cui è dovuto il pagamento):

Facciamo tutto ciò che serve. ma senza ipocrisie, per favore

Da moltissimi anni corro a piedi, non mi reputo una “runner” moderna, ma una di vecchio stampo, una arcana “podista” di strada. Ho corso un po’ dappertutto in questi 50 anni, nel vecchio e nuovo continente. Una volta a Città del Messico, mi sono addirittura persa e ho corso per 2 ore e mezza per ritrovare la strada, a Oaxaca, a San Cristobal tra i vicoli e la foresta. In un posto, in Guatemala, sono passata tra i mitra di una guardia armata. Ho rischiato la vita durante una specie di tempesta di grandine nel Gran Canyon, mi sono avventurata nei sobborghi di Denver, nelle foreste di Fossen, nel cuore della Norvegia e a -15°C sulle montagne innevate di Alpi e Appennini, ma nulla di ciò può essere considerato così insidioso come le periferie e le campagne di Roma e dintorni. Lo stupro è uno dei tanti pericoli a cui ci si espone quotidianamente quando si va a correre o a pedalare per strada, perché qui da noi i parchi, le campagne, i marciapiedi e le strade secondarie, insomma i posti dove non si rischia di venir investiti dalle macchine in un paese in cui piste pedonali e campi sportivi sono rari e spesso chiusi, sono terra di nessuno.
Come me, molte persone, forse anche governate da un bisogno compulsivo e da una necessità di percorrere km a piedi o in bicicletta per stare bene e per gestire ansia, iperattività e fame d’aria, si sono trovate a percorrere km e km di suolo pubblico, nella totale legalità, senza che nessuno mai se ne curasse. Oltre ai podisti e ai fratelli ciclisti sono passati inosservati tutti quegli illeciti che quotidianamente venivano e tuttora vengono perpetrati ai danni del territorio.
Invece negli ultimi tempi sembra che questi luoghi “ameni” siano tornati sotto il controllo delle autorità, con notevole dispiegamento di mezzi, addirittura militari e di alta tecnologia informatica. L’obiettivo è a quanto pare “beccare” quei solitari che hanno “l’ardire” di percorrere quelle strade, “ungendole” di virus. Certo, di questi tempi è grave trasgredire le regole e non attenersi al mantrico e scaramantico “state a casa”. Ma allora perché non sfruttare tutte queste tecnologie informatiche per impedire tante altre malefatte che se non sono la causa, quanto meno hanno contribuito, a questo dramma che ci sta coinvolgendo tutti, vedi in primis l’evasione fiscale che per prima ha privato di risorse la sanità pubblica?
Perché non utilizzare i droni per localizzare le discariche di eternit, materiale tanto pericoloso per la salute, anziché tormentare chi cerca in solitudine di scaricare tensione e stress, anch’esse fortemente nocive al corpo e alla psiche? La corsa è uno sport estremamente faticoso. Chi lo pratica come me da anni, non lo fa per puro divertimento o per gioco, ma per motivi di salute, traendone un profondo e difficilmente sostituibile beneficio. La totale chiusura per questa attività o il confinamento a 200 m da casa (che poi dove è scritta questa norma?!) con il rischio di prendersi anche le botte o gli insulti è un provvedimento altamente lesivo che non trova logica se non quella assurda di punire chi per tanti anni non ha chiesto né tolto nulla alla società e all’ambiente.
Ma voi direte che bisogna stare a casa per dare il buon esempio. E sono d’accordo, non va bene mettersi a correre per strada quando ci sono persone costrette nella propria abitazione, nella malattia, oppure negli ospedali, o tutti quelli che rischiano in prima linea nell’affrontare l’emergenza. Ma allora, tutte le file al supermercato per comprare quantità spropositate di cibo e farina, che basterebbero a un esercito? Si potrebbe dire che il cibo è vita. Ma io dico che anche l’aria aperta è vitale e va considerata tale. Per la cronaca ci sono molte persone che muoiono per malattie dovute all’ansia e alla depressione ed è anche grazie a chi cerca di mantenersi in salute facendo una vita salubre e dinamica senza troppo gravare sulla sanità pubblica che ci siamo ritrovati quei quattro posti liberi in terapia intensiva al momento dell’emergenza, non certo grazie ai fumatori e ai consumatori di alcool, attualmente categorie quasi protette. E poi, se di buon esempio vogliamo parlare, non ci siamo mai fatti scrupolo di riempirci la pancia più del dovuto (le malattie metaboliche dovute alla sovralimentazione sono le più diffuse in occidente) sapendo di milioni di persone che muoiono di fame. Non ci siamo mai posti il problema, nei nostri viaggi in altri continenti, che un nostro banale raffreddore potesse essere fatale in un altro paese e che noi potevamo essere potenziali vettori di quel virus…
Io non credo di stare dalla parte della ragione. Penso di essere una che sbaglia, con tanti limiti e debolezze. Penso però che prima di sputare sentenze dovremmo guardarci dentro, vedere le nostre fragilità, usare il buon senso, prendere sicuramente le dovute precauzioni per evitare di nuocere a qualcuno, usare la mascherina, mantenere le distanze di sicurezza, limitare anche la nostra libertà per quello che serve ma sempre usando il cervello e senza ipocrisie, per favore.

Donna Circe!

La Trasferta societaria di Rifondazione Podistica anche quest’anno ci vede impegnati sul promontorio della Maga Circe nei panoramici 10.000 metri che dal porto salgono e scendono dal Borgo di San Felice, arroccato sul versante Sud Ovest di Monte Circeo. Alla gara dei bambini segue la corsa degli adulti e tutti fanno la loro parte e ben figurano in questa Circeo Run, Memoriale Christian Rotta. Nonostante i balli scatenati serali al campeggio di Porto Badino, le condizioni meteo alla partenza, insolite a metà maggio e provati dagli acciacchi pregressi e in itinere, giungiamo dignitosamente al traguardo esausti ma soddisfatti, come Ulisse dopo tante traversie, approdò a Itaca. Dopo pranzo, spiaggiati come foche monache, lungo l’affascinante litorale tirrenico laziale ci lecchiamo le ferite parlando di ernie, contratture e lesioni tendinee e meditando periodi di scarico a nuoto e bicicletta!

Police On My Back

“Daje Daniel, corri come se dovessi scappa’ dalle guardie!” Così urlano da un braccio del carcere per sostenere il loro compagno a non mollare in quegli interminabili 12 km di corsa. Sono 6 giri da 2 chilometri all’interno delle mura della casa circondariale. Per un bel tratto, Daniel e io abbiamo corso insieme. L’ho sentito faticare di brutto e, sentendolo esprimersi in modo a me incomprensibile, gli ho chiesto in che lingua le stesse dicendo le parolacce… mi ha risposto che stava pregando per arrivare fino in fondo, per poter chiudere quella gara di 12 km mai fatta in vita sua. Pioggia vento e freddo in questo maggio che sembra dicembre, in questa città-carcere di Rebibbia ed è sempre un’emozione correre la Vivicittà in compagnia di questi uomini e della loro grandissima umanità. Finiti dentro chissà per quale motivo. Giusto? Sbagliato? in braghe corte e scarpe da corsa siamo tutti uguali e chi è senza peccato scagli la prima pietra. Aldilà dei giudizi, dei dubbi e delle supposizioni rimangono i sorrisi, le battute e l’allegria per una giornata che a loro non capita certo tutti i giorni, che per qualche ora li fa volare liberi dalle mura. E neanche a noi, agli “esterni” capita tutti i giorni confrontarci con tutto questo. A un certo punto, rimproverata dal compagno Johnny Dalton, ho anche abbandonato Daniel alla sua fatica, per inseguire quella medaglia alla gara di Rebibbia, che mi è tanto cara e che aspetto ogni anno. Daje Daniel, presto, fuori di qui, continuerai a correre non certo come un ladro, non per scappare da qualcuno o qualcosa, ma per la gioia di sentirti Libero.

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9aa27797-f25e-4be3-84a2-a6d31dd2a6c2-tg2.html?fbclid=IwAR1FE1LEIfKcNyNLuykwu6K4Cz0T90eniY0OeHvH6N-jcD7fkG2tRZIaUBY#p=0

Due Rifondaroli sul Monte Tancia!

Partigiani! Baluardi della Resistenza antifascista, il 7 aprile del 1944 combattono sul Monte Tancia per la nostra Libertà. La Brigata D’Ercole-Stalin, formata da partigiani provenienti da diverse zone della Sabina e di Roma viene attaccata da diversi reparti delle divisioni naziste, inviate per un’operazione di “bonifica” nella zona, irrompendo in massa presso il massiccio del Tancia alle prime luci dell’alba. Nonostante la sproporzione delle forze in campo, i partigiani tengono impegnati i tedeschi dal Monte Arcucciola da mattina a sera, infliggendo perdite ingenti sparando con una mitragliatrice sovietica. Infine, stremati e senza munizioni, i partigiani vengono accerchiati e trucidati e solo pochissimi riescono a scappare, grazie all’aiuto dei compagni rimasti sulla cima. La montagna viene inoltre bombardata per rappresaglia e durante questa “Pasqua di sangue” persero la vita anche numerosi civili, in particolare donne e bambini. Nonostante tutto, la battaglia del Tancia e della resistenza dell’Arcucciola fu fondamentale nel determinare la ritirata dei tedeschi dalla zona, il 10 giugno 1944.

PS Alla Maratonina del Partigliano, non si può mancare! Per come la vedo io, al posto delle canoniche categorie FIDAL, ci sono solo 3 categorie da considerare in questa gara per ricordare la Battaglia del Tancia: Communisti, Anarchici e Antifascisti! Walter primo assoluto e io (che rientro in tutte e tre le categorie sopraccitate) seconda delle donne.
Ora e sempre RESISTENZA!

Il ritorno del Lord e l’Isola che non c’è

Grande cross inglese con tanto di permafrost alla Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, questa domenica, con grandi prestazioni di grandi e piccoli atleti nonché la prima prova per il piccolo Emiliano tra i giovanissimi.

Tra medaglie e qualche lacrimuccia siamo giunti anche al termine di queste quattro corri per il verde che per quanto si facciano sentire fatica fango freddo (le tre fatidiche F) che caratterizzano le fasi organizzative e la parte “atletica” di queste corse campestri. Quanto alle prestazioni in gara che dire dell’impresa del Lord Nulli in questa quarta prova? Senza nulla togliere al ottimo Simone e allo straordinario Stefano si evince che il nostro nobile compagno di squadra dal “cenerentescolo” piede ha esperienza e classe da vendere (quando gli gira bene, volubile come ogni nobile che si rispetti). Nondimeno, Walter, Ugo e tutte le altre vecchie glorie, dalla testa alla coda, ognuno dando il massimo, vendono cara la pelle, con il giovane Pietro ad abbassare la media dell’età già avanzata dei fortissimi e stagionati atleti rifondaroli. E che dire delle donne, trainate della neo campionessa Isa ormai atleta multitasking a tutti gli effetti, impegnate nel tentativo di tenere il quinto posto di squadra, anche su chiamata della motivatissima Alessandra Migheli? Ma come sempre la grande soddisfazione ci viene dai teneri virgulti: le giovani promesse rifondarole, mature e determinate nelle corse e nel sostenere i compagni in gara, insieme alla direttrice e il presidente factotum insostituibili nella realizzazione di questa lunga e complessa avventura che è la Corri per il Verde. E infine, chi meglio di me, avendola vissuta dietro e fuori le quinte, nella pioggia e nel gelo, tra gioie e rodimenti, tra nastri arrotolati male e paletti spuntati, mazzette perse e i Ricci a ritrovarle, direttrici incazzate ed esauste, ma infine soddisfatte e raggianti, può dire quanto sia impegnativo e ai margini dell’inverosimile il lavoro necessario all’organizzazione e alla realizzazione di queste quattro corse campestri e quanto sia bello mettere la spunta del zan zan a giochi fatti… anche con la voglia, incredibile, di rifarlo il prossimo anno…  per finire, l’aneddoto presidenziale, che questa volta giunge in fase di relax post gare, quasi come un miraggio di un mondo lontano e perduto e che riguarda un misterioso luogo, una sorta di Shangri-La de Noantri, un certo Castelmaggiore Vecchia, dove pare sia stata attuata una forma di protocomunismo ad opera di un illuminato Signore di nobile stirpe che distribuì appezzamenti di terra ai propri sudditi per realizzare un utopico regno quale Primus inter pares… Ho provato a cercarla su internet, ma… nulla da fare. Forse è proprio l’isola che non c’è!

Gambe come molle d’acciaio!

In uno dei suoi tipici aforismi, il Presidente, incita alcuni giovani atleti impegnati nella corsa campestre di questa domenica, parafrasando il celebre film “Gli anni spezzati” riferendosi alla celebre frase “Ho molle d’acciaio nelle gambe per correre in pista come un leopardo”. Eh già… un fine settimana a dir poco impegnativo, atleticamente parlando. E non sono mancate le soddisfazioni, di correre con le nostre gambe e con quelle di tutti i bambini e i ragazzi che in questa due giorni incredibile si sono cimentati in pista, allo Stadio Cecconi di Monterotondo, nell’ambito della Natalina, e nel Crosscountry della Villa dei Quintili, nella 3° tappa della Corri per il Verde. E non sono mancate la tradizionale salamella natalizia di categoria, come tradizione vuole (pur essendo ormai quasi vegetariana) alla Natalina, il ritorno di una vecchia gloria rifondarola (il mitico Mola) sulle zolle di prato dei Quintili, la squadra degli instancabili piantatori di paletti capitanati da Direttrice e Presidente alla cui impresa questa volta “ho fatto sega”, le lezioni di archeorunning di Camilla, e… i soliti cari brutti ceffi rifondaroli! Anche stavolta ce l’abbiamo fatta… Zan Zan!

Una volta era la marana…

E oggi, eccoci qui, a correre l’ennesima corsa campestre per eccellenza, la “Corri per il Verde”. Il Parco Talenti è un lembo di campagna romana scampata all’edilizia. Un tempo, la terra da riporto non aveva ancora ricoperto e “bonificato” alcune zone umide che, in quanto pozze temporanee rappresentavano un importante habitat per la batracofauna locale (rane e rospi). Luogo di scorribande giovanili, all’epoca io facevo parte del gruppo dei “pallinidi”, punkettari naturalisti. Ma questo era il territorio dei “maranoidi”, cari amici, all’epoca un po’ “freakettoni”, che giocavano a pallone nel prato adiacente al fosso o marana. Ci si sfidava e si cuocevano le castagne al fuoco. Tanti anni sono passati, ma fortunatamente queste simpatiche creature non si sono ancora estinte, vero Boatens?! Però questo è anche il luogo dove ho corso la mia prima gara, una campestre provinciale a cui partecipai con la mia scuola. Avevo circa 15 anni e già correvo da diversi anni. Da allora non ho più smesso e se non dovessi più farlo con le gambe penso che lo farei con l’anima!

Rifondaroli al Millenium trail di Monte Gennaro: brillanti risultati con screzio al consuocero

Ottima prestazione globale della nostra squadra in questa corsa in montagna di mezz’autunno, con temperature decisamente estive. Due primi posti, di Isa e Stefano, e poi altri bei piazzamenti nelle posizioni alte della classifica.  La partenza e l’arrivo davanti la mia scuola, la montagna sopra casa e i compagni di squadra mi predispongono al cazzeggio e alla “sbrasoneria” durante la salita e al turpiloquio e alla “rosicata” durante la discesa in cui, pur non perdendo sostanziali posizioni, vengo nettamente distaccata dalla mia compagna di squadra, prima assoluta, buon per lei. Vengo inoltre letteralmente sverniciata da quelli che ho tampinato e sbeffeggiato in salita pertanto approfitto di questa sede per porgere le mie umili scuse! C’è però a chi va peggio… Mr Pumpkin, mio potenziale consuocero, nonché nerd di prim’ordine, si ritrova a girare a vuoto nel Pratone di Monte Gennaro, a causa delle errate indicazioni lungo il percorso, con un’inevitabile prolungamento della lunghezza del percorso gara di diversi chilometri. All’arrivo, il puntiglioso matematico romano non ci vede più dalla rabbia e dal disappunto e sporge reclamo agli organizzatori. Dal rimborso della quota deriva un’accesa disputa sul consumo di un piatto di pasta da parte di un’atleta contro la “Zucca” che mi vede obbligatoriamente nel ruolo di difensore dell’orticolo consuocero in potenza (linguaggio matematico, per l’appunto). Non ci avete capito nulla, vero? Meglio così!!!

La corsa di Stefano

La corsa di Stefano
La corsa non è solo fatica e sudore, ma anche cuore e sentimento.

Domenica 7 ottobre 2018, nel bellissimo scenario naturale e storico del Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica Caffarella, si è svolto il 4° Memorial Stefano Cucchi.

Questo evento ha per molti partecipanti un significato che va oltre la pratica sportiva.  Correre con Stefano e per Stefano.  Le motivazioni sono assolutamente personali.  Credo che schierarsi sulla linea di partenza di questa gara, percorrerla al meglio e tagliarne il traguardo sia anche un voler dare un segnale.  A chi? Ai familiari di Stefano, alle istituzioni, alla società civile, a noi stessi.  Sperando che ci sia sempre qualcuno ad ascoltare…

Un grazie speciale alla UISP, alla famiglia di Stefano e al Comitato per Stefano Cucchi per averci dato questa opportunità di correre mettendoci gambe, testa e cuore.