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Articoli riguardanti le attività Senior / Master

Mare Nostrum

Non è la prima volta che dedico un articolo al nostro Mediterraneo. E’ che ogni volta che lo vedo, pur non essendo io una sirena o un pesce ma a tratti anche un po’ idrofobica, lo sento un padre, così come la montagna una madre, genitori a volte benevoli a volte severi, da non scherzarci troppo… è il nostro mare, non c’è dubbio, il mare di noi Tirreni, anche quelli più terricoli come me, a volte sentono riaffiorare quel lato marinaro, quel bisogno di aria salsa, di quel vento da ponente, di quella sabbia nera, di quelle conchiglie tesori del mare, di quelle acque a volte pericolose, dalle correnti imprevedibili, da temere e da amare, acque che pur non sempre limpide sono ricchissime di biodiversità. Quello per noi è e sarà sempre il mare. Ecco, quest’anno la trasferta sociale ci vede impegnati nella terra della Maga Circe.

Location presso Porto Badino, dove alla spiaggia fanno da contorno i pilastri calcarei, propaggini e avancorpi dei Monti Ausoni, Tempio e Storia dell’arrampicata Laziale. Spiccano le Torri di Leano, con Torre Elena, la falesia e il Tempio di Giove Anxur di Terracina. Tra questi ultimi blocchi rocciosi emerge il Pisco Montano, antica tagliata romana, attualmente considerata monumentale e interdetta al pubblico. Longitudinalmente al Pisco risalta una fessura, si tratta della celebre via tracciata dalla Guida Alpina Delisi. Incuriosita dalla sempre ricca e stimolante aneddotica del presidente, raggiungo il pilastro in bici e provo ad avvicinarmi alla roccia ma a nulla valgono i miei tentativi di ficcarmi sotto la rete e mi tocca ammirare questa sorta di faraglione scavato dagli antichi romani oltre la recinzione.

Questa volta siamo davvero tanti, rifondaroli di ogni età, vecchie e nuove glorie. Mentre i miei colleghi danno il loro meglio sul percorso di gara, io vado a sfogare le mie compulsioni altrove, pertanto mi allungo in mountain bike sotto il promontorio del Circeo fino a Torre Paola e poi ancora a Sabaudia, in prossimità dell’omonimo lago costiero detto anch’esso di Paola. Siamo nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, ricco di reperti archeologici, di palme nane, di vegetazione mediterranea del quarto caldo e del quarto freddo, di laghi costieri e dove riposa una persona cara la cui perdita a distanza di anni mi lascia ancora sgomenta e il cui ricordo è vivo nel mio cuore.

Devo specificare che a causa di una frattura al terzo metatarso, per me questa è una trasferta anomala. Non potendo correre già da un mese, comincio ad assaporare il piacere del piede sul pedale, alla faccia dei miei compagni di squadra che si stanno spaccando su un’impegnativa gara di 10 km… quella che si rivelerà secondo loro tra le più belle gare mai effettuate (forse lo hanno detto per farmi rosicare, chissà…).

Al termine della gara, oltre ai risultati individuali, pur penalizzati da defezioni, acciacchi, rientri forzati e postumi da maratona, vinciamo il terzo posto tra le società partecipanti. Ci danno una bella targa e non solo, ma invece dei soliti salumi, tanti ortaggi tra cui zucchine e cetrioli, che nel nostro caso non fanno mai male, anzi sono sempre ben accetti. A buon intenditor…

Circeo Run 2018

Come ogni anno Rifondazione Podistica organizza per i propri iscritti una Trasferta Sociale, momento clou del Criterium societario. La gara associata è la Circeo Run, di cui parliamo più oltre. Base per il pernotto ed il foraggiamento sarà il Dream Camping di Porto Badino, Via Badino Vecchia, Km 4.650, 04019 Terracina LT.

La gara è prevista domenica 13 maggio a S. Felice Circeo, piazzale G. Cresci. La partenza per le giovanili sarà alle 9, la competitiva da 10km alle 9:30.

Scaricate la brochure della Circeo Run 2018 con tutte le informazioni.

Qui sotto una descrizione della gara tratta da Nuova Podistica Latina:

La Nuova Podistica Latina e il Comune di San Felice Circeo sono lieti di invitare tutti i podisti e le podiste d’Italia e non solo, alla “Circeo Run” 2018 che si svolgerà il prossimo 13 maggio!
Percorso suggestivo di 10km che parte dal lungomare piazzale Crisci, attraversa località La Cona, per poi salire verso frazione Monticchio, da dove ci si affaccia sul golfo del Circeo e la riviera d’Ulisse …e si comincia a respirare storia, mito e natura.
Una salita di circa 1 km, al termine della quale si arriva nel centro storico di San Felice Circeo, varcando Porta Roma si entra nella piazza principale dove sorge il palazzo baronale (che per ben quattrocento anni è stato dimora dei Caetani), e sulla quale si affaccia la Torre dei Templari del 1240.
Si prosegue lungo i vicoli del centro fino ad arrivare a “Vigna La Corte”, un suggestivo parco-belvedere con vista mozzafiato sul litorale, tra i più belli della provincia.
Da qui, discesa libera! Percorrendo via C. Colombo avremo difronte a noi il mare e ci sembrerà di volare su di esso tanto imponente è la sua presenza. Costeggiando poi la spiaggia per l’ultimo km, taglieremo il traguardo!
Saremo accolti da un ricco ristoro, e se vorremo ci sarà anche la possibilità di farsi una bella doccia rigenerante per poter proseguire la giornata in spiaggia con la famiglia o se si preferisce, visitare le bellezze storiche, artistiche e naturali presenti in abbondanza a San Felice Circeo.

Noi ci mettiamo l’anima… Voi metteteci il cuore!

Ciao Franco

Che settimana… Franco mette le ali e vola alto, mentre sulla terraferma i rifondaroli, lungo le sponde del Tevere, si cimentano, come possono, nella Vivifiume. Chi a piedi chi in bici, chi si ferma dolorante al 3° km, chi mano nella mano taglia il traguardo, chi torna in traghetto, chi corre i 300 m a tutta birra, chi dorme nelle baraccopoli, chi mangia fava e pecorino e beve vino, chi piange e chi ride, chi con i baffetti, da bravo capitano, viene solo a vedere i compagni di squadra mezzi rotti alla partenza della gara del fiume, un percorso ai margini della metropoli, lungo un argine di desolazione e disperazione.

Nonostante la pioggia, la sabbia, gli acciacchi, siamo su quelle sponde come possiamo, insieme.

E poi, questi acciacchi ma cosa sono… per noi sportivi obbligati, una tragedia. Ma guardandoli bene sono anche lezioni di vita, lo specchio delle nostre fragilità, non fisiche ma mentali, le barriere e gabbie che ci costruiamo e che ci fanno sentire delle merde solo perché dei doloretti ci tengono fermi… a volte siamo incapaci di vedere oltre, di vedere cosa c’è dietro lo sport, dietro quel bisogno di endorfine, di sentirsi efficienti superata la ‘ntina, il tentativo di tenere a bada l’ansia, per noi donne continuare ad avere il corpo di quando si era ragazze, ma che follia… e poi chissà che altro.

Ma tu, Franco, cosa avresti detto? Tu che oltre a essere il papà di Boris sei un po’ il papà di tutti noi rifondaroli, tu che hai toccato con mano gioia e dolore e che con una dignità e una forza fuori dal comune hai affrontato il male e la sofferenza, immensa lezione di vita per tutti noi, avresti nonostante tutto capito le nostre piccolezze, le nostre meschinità quotidiane perché hai provato l’emozione di librarti nell’aria come un uccello e credo che avresti voluto farlo fino all’ultimo.

Ora, come un aquilone acrobatico ti immagino tra le nuvole, finalmente libero di volteggiare, ma legato da un filo invisibile a coloro che ti vogliono bene.

1 Maggio – Vivifiume 2018

Sempre emozionante correre DENTRO… La partecipazione di RP al Vivicittà di Rebibbia è stata come sempre importante!!

E adesso… subito un altro imminente appuntamento, a cui assolutamente non si può mancare:

1 Maggio 2018 – ore 10: VIVIFIUME

La Uisp Roma organizza dal 2012 una giornata di sport per tutti per riportare l’attenzione sul fiume della nostra città. Il Tevere e le sue banchine sono purtroppo uno spazio dimenticato e abbandonato, che è necessario recuperare per renderlo fruibile come luogo dove incontrarsi e fare sport e renderlo un simbolo della tutela ambientale e paesaggistica. Nonostante le mille difficoltà amministrative e organizzative e il persistere di questa situazione di degrado si torna a correre:

10 km (prova competitiva)

La partenza è da Ponte Umberto I (lato destro orografico), discesa lungo la banchina fino a Ponte dell’Industria, attraversamento di Ponte Testaccio e nuova discesa sulla banchina, per giungere nuovamente a Ponte Umberto I, ma sul lato sinistro. Per i Senior / Master la gara è inserita anche nel Criterium RP.

3 km – Passeggiata non competitiva

Partenza sempre da Ponte Umberto I (lato destro orografico) e arrivo all’Isola Tiberina con possibilità di rientrare in battello

Prove sprint per le categorie giovanili.

La partecipazione è aperta a tutti e sarà totalmente gratuita.

Aspettiamo le vostre adesioni (SENIOR, ADULTI, RAGAZZI E BAMBINI) per effettuare l’iscrizione di società entro venerdì 27 aprile.

Affrettatevi e partecipiamo!!

Regolamento ViviFiume 2018

 

Rebibbia e Vivifiume (aggiornato)

I prossimi appuntamenti del Criterium saranno il 22 di aprile con il Vivicittà al carcere di  Rebibbia (Nuovo complesso) e il 1 di maggio con la Vivifiume.

Essendo due gare particolari per importanza sociale e culturale e in un periodo particolare, verranno assegnati i seguenti punteggi:

  • 5 punti se fatta almeno una delle due (non importa quale)
  • 7 punti se fatte tutte e due.

Per le iscrizioni alla gara del 22 di aprile seguiranno notizie piu’ in dettaglio da parte di Eleonora, ma andranno fatte sicuramente entro il 12 di aprile e servira’ compilare il modulo di auto certificazione piu’ inviare copia di un documento di riconoscimento.

Aggiornamento 2 per Rebibbia

L’appuntamento è per le ore 8:15 all’ingresso del Complesso in via Raffaele Majetti, 70. Ricordatevi di portare il documento di identità (lo stesso inviato via mail) altrimenti non faranno entrare. All’interno del carcere non si può portare nulla, lasciate il più possibile in macchina, poche cose si potranno lasciare negli spogliatoi prima di entrare. Il via della prova competitiva e non- competitiva sarà dato alle 10.

Aggiornamento 1 per Rebibbia

Anche quest’anno, la Uisp Roma organizza la storica manifestazione del Vivicittà all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia.

Si correrà domenica 22 Aprile presso il Nuovo Complesso:

  • 12 Km per la gara competitiva
  • 4 Km per la non-competitiva

Cosa fare per iscriversi:

  • bisogna essere maggiorenni
  • iscriversi ENTRO E NON OLTRE le ore 18 di giovedì 12 aprile 2018.
  • compilare il MODULO DI AUTOCERTIFICAZIONE (in allegato)
  • copia di un documento di identità
  • essere in regola con il Certificato Medico Agonisitco

Inviate tutto ad Eleonora che penserà a girare alla UISP. Il contributo di partecipazione è di 4,00€ (questo evento continua ad essere organizzato dalla Uisp Roma senza alcun tipo di sostegno o contributo dalle istituzioni).

Come già molti di noi hanno avuto modo di provare, la corsa in carcere è un’esperienza importante e coinvolgente….. al di là di classifiche e punteggi: PARTECIPIAMO!

N.B. La corsa in carcere si terrà anche nella Sezione Femminile con staffette e prove di velocità. Anche in quella occasione, la partecipazione è aperta a tutti.

La data prevista è martedì 22 Maggio 2018 (con ingresso dei partecipanti alle 14.30).

E’ possibile iscriversi fino alle 18:00 di giovedì 10 maggio 2018. Vi manderemo in seguito i moduli da compilare.

Pazzie di marzo: meteoterrorismo o meteorismo?

Ormai viviamo con un nuovo incubo: il meteoterrorismo. Allerte meteo a go go, Burian 2 la vendetta e chi più ne ha più ne metta (scusate la rima!). Per giunta ci si mettono pure le contratture e i colpi della strega ad allietare questa domenica di marzo in cui è prevista la nostra gara societaria marittima che vede coinvolti master e giovani atleti: La Corri tra i Giardini, a Ladispoli, amena località costiera a Nord di Roma (in attesa di classifiche). Alle defezioni dei Guerra e di Marcella (pur presente di supporto) si tenta di riparare con un volenteroso Serra e una nutrita schiera di atleti e atlete master, con la Direttrice impegnatissima nelle partenze delle categorie giovanili e il Presidente in dignitosa rappresentanza, in veste di documentarista. Si aggiunge in nuovo atleta, Graziano, a cui la vipera mette pressione richiedendogli una media al km che ormai neanche Boris in persona potrebbe garantire. In questa occasione non ce la fa a sostenere un tale ritmo, ma chissà, in futuro….

Poteva anche essere la gara di rientro di Giovanni Dalton R., ma l’allenamento rieducativo di ieri con i bimbi piccoli lo aveva decisamente stremato!

La mattina si preannuncia fedele alle previsioni: pioggia, vento e qualche breccola di grandine, in altre parole un tempo di merda. Qualcuno prova a tirarsi indietro. Serra mi chiama dal GRA per sapere com’era la situazione sulla costa. Che potevo rispondere al nostro atleta attualmente più forte in procinto di rigirare la macchina e tornare a casa? “Qua c’è il sole!”.

E che ve lo dico a fare, una pioggia intermittente a rompere le balle per tutta la fase del riscaldamento. Che dire, l’avevamo scelta apposta la gara sul litorale, sperando in una tiepida e assolata giornata di inizio primavera, A seguire era anche previsto il pic nic sulla spiaggia con eventuale bagno (in borsa ho asciugamani e costumi che non ho avuto il coraggio di mettere). Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere, fa caldo e poi smette di piovere durante tutta la gara, anche se in terra è tutto un cratere e non si sa dove poggiare i piedi. Nei primi km vengo superata da tre loschi figuri: Pierluke, Fabrizio detto Janus e Mauro er polentone. Due di questi li riagguanto lungo il percorso mezzi azzoppati (volevano fare gli sbrasoni con me!) il terzo lo controllo a vista. A quanto pare la tanta tracotanza non lo ha portato poi così lontano! Faccio la mia gara dignitosamente ma arrivo con i polpacci di legno, talmente contratti che non so con quale piede zoppicare.

Ma la grande gioia sono i giovani, che in contemporanea si cimentano su un durissimo percorso campestre, riportando ottimi risultati. Alcuni di loro partecipano alla gara non competitiva, mescolandosi con i master nei primi 3 km. Si finisce con una staffetta genitore figlio, ciliegina sulla torta per le gambe doloranti, ma s’aveva da fare pure questa.

Alle premiazioni si agguanta un 5 posto per la nostra società, premiata tra le altre cose con una cesta di carciofi romaneschi dal lungo gambo, ideali per uno sfizioso passatempo culinario: non fraintendetemi, maligni che non siete altro, parlavo della pulizia e preparazione necessaria, brattea dopo brattea (prego notare il termine tecnico).

A fine evento, mentre un gruppo di rifondaroli (quelli anziani, pensionati e con la puzza sotto il naso) vanno a risotto con scampi, spaghetti allo scoglio, frittura e quant’altro con i piedi sotto al tavolino del ristorante, sfanculando alla grande il pic nic sulla spiaggia, un gruppo di giovani arditi si getta tra le intemperie della costa tirrenica, affrontando le mareggiate e uno sferzante Maestrale (o Scirocco, booh?) nello splendido scenario della Villa Romana di Pompeo, con la guida del nostro archeologo Gianluca. Seguono bagni con e senza vestiti, corse sulla spiaggia tra le onde del mare mosso e brindisi finale di prosecco… alla faccia vostra! E a proposito di meteorismo, una pernacchia ci sta tutta: PRRRRRRRRRRRRRR!

Le foto dei ragazzi le trovate qui.

Ladispoli

Domenica 18 Marzo si terrà la prossima tappa di Criterium per la stagione 2017/2018 a Ladispoli con la “Correndo nei Giardini”.

Il ritrovo sara’ al Nuovo Parco Comunale in via Corrado Melone (ingresso sud di Ladispoli dalla via Aurelia, entrata dal km 37,500) dalle 8:30 mentre la prima partenza sara’ alle 10:00.

Possono partecipare tutti sia UIsp che Fidal, purchè in regola con il certificato medico e il tesseramento. Saranno previste anche gare per i giovanissimi e una non competitiva (passeggiata),

Potete inviare via mail la vostra adesione alla gara entro martedi 13 marzo ad Alessandro, in modo da poter effettuare l’iscrizione di società nei tempi richiesti.

Per quanto riguarda le quote d’iscrizione (10 euro) le raccoglieremo il sabato precedente alla gara (possibilmente, preferibilmente) o il giorno stesso della gara.

Qui sotto il regolamento, e partecipiamo numerosi…come sempre!

Quel “burino” di un sovietico…

Fino a metà settimana ero iscritta a ben due gare domenicali che si svolgevano contemporaneamente: il campionato di sci di fondo UISP a Monte Livata e la corsa podistica detta il Lunghissimo di Stimigliano, un ondulato percorso in Sabina per veri somari di classe provenienti da tutto il Centro Italia. Ma tra venerdì e sabato era tanta l’attesa per l’arrivo della perturbazione siberiana che stava per saltare tutto: con la gara di fondo sospesa dagli organizzatori non rimaneva che il lunghissimo di Stimigliano, anche quello a rischio.  Ma con il Runners Rieti Tour di Felice stiamo in una botte di ferro. Questo circuito di gare non si sospende per il freddo e il maltempo. Mai. Ai corridori somari non li ferma neanche il Buran. Loro con le intemperie ci sguazzano alla grande! Mi sveglio la mattina, guardo dalla finestra e dico: “se po’ fa’”. Arrivo a Stimigliano, ridente paese su una collina nella Valle del Tevere, con un sole che spacca le pietre. Sento lo speaker tutto gasato insistere: “Er Buran, er burino russo qua nun ce fa gnente, noi c’avemo er soleee”. Partiamo ottimisti lungo i due percorsi di gara, un giro 14 km, 2 giri 28 km. Io sono iscritta per la gara breve di 14, rapida e indolore, una distanza che mi si confà, soprattutto per l’ondulato profilo altimetrico e per il fondo asfaltato. E infatti giungo terza, vecchia ciabatta, dietro a una giovane atleta campana. Gli è che in contemporanea ben altre gare si stanno disputando. Al palazzetto di Ancona,  si stanno svolgendo i campionati Italiani su pista Indoor, e una temeraria Marcella si cimenta in una sorta di eptathlon, partendo dal 400 m agli 800 passando per il salto in alto, mentre a Cassino, i nostri intrepidi atleti giovani, capitanati da Nonno Ugo e dal Lord Nothing, scortati dal Presidente e dalla Direttrice, sfidano gli elementi e le ciminiere del frosinate in un percorso campestre pianeggiante ma semiallagato dalle piogge dei giorni precedenti. E mentre penso a loro e alle loro virtuose imprese mi sento quasi in colpa per aver vinto in maniera irriguardosa nella corsa dei tapascioni una stagionatissima spalla di maiale. Che volgarità… Però poi rifletto sul fatto che qualcuno dovrà pur sporcarsi le mani (e i piedi) affinché in questa squadra si mangi qualcosa di solido durante i raduni e i baccanali sociali… o no? Mi avvio verso casa e a mezzogiorno ancora c’è il sole, ma intorno a Monte Gennaro è già tutto scuro. “Quando il Gennaro mette il cappello, scappa munello che fori piove”. Il meteo metteva pioggia all’ora di pranzo. E infatti, puntuale come un “Nulli” svizzero, alle 13,00 arriva la pioggia.

Evviva “Nonno Ugo”! (ma chi è… ma chi è…UGO Robot?)

Il campionato cross Master è la gara di noi anziani…. Non parlo necessariamente dell’età anagrafica, anche se nell’ambito della mia squadra io sono una delle più “nonnette”, ma di certo gli assoluti stanno ai master come i lavoratori stanno ai pensionati. Il mio non è certo un tono derisorio, anzi, devo dire che anche tra le categorie più elevate non manca la qualità ed è un piacere vedere forti atleti, seppur con qualche capello bianco spingere ancora sul terreno di gara, a volte a fronte di un risicato allenamento e uno stato di forma precario. Vedi Cacciamani e il nostro Ugo, secondo di categoria, che con i suoi bei baffetti da sparviero, fa ancora mangiare la polvere ai pischelli… ad avercene, così! E che dire del bel passo felpato British Style del Lord Nothing artigliante le ghiacciate zolle erbose dei prati adiacenti allo Stadio Guidobaldi di Rieti? Chiudono la partita rifondarola un anziano Novaro ringalluzzito dalla prospettiva di un weekend di fuoco con la sua bella (Marcella bella) e un ancor anagraficamente giovane Vastiho, provato dallo stress da superlavoro, poverino, impegnato com’è per pagare la pensione a tutti ‘sti anziani! La componente femminile della squadra è composta da due attempate signore ultracinquantenni, di cui una, con forti velleità agonistiche finisce addirittura sul podio (vi lascio indovinare quale delle due) per la gioia del suo focoso amante, agognante una favolosa serata intima stile  Mandrake e Gabriella in “Febbre da cavallo”  e l’altra perennemente provata dall’overtraining compulsivo da 15-20 km al giorno, che fa una mezza a un ritmo più veloce che un 5000 in pista, che per fare un cross di 4 km deve scaldarsi minimo per un’ora e venti e comunque poi non va neanche a calci.

La seconda delle due, una povera vipera che, pur rischiando l’ipotermia durante la prima fase del riscaldamento, ce la mette tutta in questa gara che mai avrebbe fatto se non per una serie di motivi riconducenti al nobile spirito dell’amicizia. In preda a dubbi e rodimenti, iniziati la sera precedente alla gara in una galleria d’arte (eh già), snervata dal Vasta che le soffiava sotto il naso un quadro oggetto di un acquisto compulsivo, non si sarebbe avviata in quei di Rieti e avrebbe dato senz’altro una bella sola a diversi compagni di squadra, meritevoli di siffatto sgarro, ma mai al Lord Alex Nothing, in attesa presso Pianabella di Montelibretti, la mattina dell’11, a -2°C, pronto per la partenza verso la gelida conca reatina.

Giunta sul luogo dell’appuntamento, la sottoscritta ha anche provato a deviare l’incorruttibile Lord proponendo come alternativa un lunghetto a -4°C nella sottostante Valle della Fiora ma, dopo un breve conciliabolo la risposta all’unisono fu: “s’ha d’annà… è per il bene di Ugo, che ci tiene tanto!”. Giunti allo stadio Guidobaldi di Rieti, stretto nella morsa del gelo e della galaverna, approntiamo questo cross con i nostri compagni facendo, diciamo, una non indegna figura. Supero anche la stizza per la soffiata del quadro di Vasta (raffigurante un ameno paesaggio notturno su Monterotondo Scalo) quando il Vasta stesso, all’arrivo, mi incoraggia con uno sferzante (daje Pa’, strigni i denti che è finita e tanto nun è morto nessuno!). Lì capisco che una tipa mi sta facendo la volata e che sto perdendo il 5° posto di categoria.

Concludendo non posso far altro che citare la prestazione di Francesco Guerra, figlio del nostro capitan Ugo, che vince facilmente il suo cross, volando letteralmente sul prato. Uno stile e una classe che ricorda il padre, anche se secondo me, come sempre, il merito è tutto della madre… Aleeeeee Valentinaaaa!

Scivolare sull’asfalto

Adoro correre per boschi, prati, montagne, sentieri e strade sterrate. Come terreno di gara però, prediligo senza dubbio l’asfalto. Nonostante le condizioni iniziali, lo scarso allenamento, quando poggio i piedi su quell’insulso e puzzolente materiale artificiale mi metto sul mio passo e vado discretamente. Soprattutto nelle mezze maratone, quando gli altri spesso annaspano nella seconda parte della gara, io comincio a carburare e, nel superare gli avversari in scioltezza, come direbbe S. King nella saga della Torre Nera, chiedo scusa e dico grazie.

In questa domenica di un cielo sorprendentemente azzurro, ci ritroviamo compagni di amare merende (pane e fatica) con Lucidus Malfoy e Pierluke Skywalker a Palombara per disputare la prima edizione della Panoramica, quei 21 e rotti chilometri necessari alla conquista dei tanto agognati 5 punti di criterium. Per la verità, dopo averli strapazzati un po’ nei giorni precedenti, non i km ma i loschi figuri di cui sopra, li ho pietosamente accolti a usufruire del bagno di casa, pur non meritando tante cortesie visto il loro inopportuno comparire nel ritrovo pre gara proprio nel mentre la sottoscritta provava ad abbordare un tizio in una graziosa felpa vintage stile Marco “Darth” Novader (e’ interessante osservare il curioso abbigliamento usa e getta utilizzato dai podisti in alcune gare in cui bisogna rimanere in braghe corte per molto tempo prima del via).

Dopo una lunga e fresca attesa presso il ritrovo la gara ha inizio. Una maratonina veloce, con condizioni meteo ideali per un personale, anche se non si tratta del nostro caso. Ci perdiamo di vista da subito, in quanto i miei baldi compagni di squadra si assestano su un’andatura da lungo sgrassapanza mentre io tento un’andatura leggermente più brillante. Nonostante le condizioni tengo botta e provo a pormi un obiettivo cronometrico. Superate alcune donne mi metto con un gruppetto di maschi e nel silenzio e nella concentrazione mistica del diciassettesimo chilometro, veniamo distolti e disturbati dal passaggio di alcuni ciclisti con cui mi accanisco velenosamente (da cui Vipera berus) nella contesa della stretta strada provinciale detta “Panoramica” che da Palombara porta a Tivoli. Giunti al traguardo, dobbiamo trovare un passaggio per tornare a Palombara. Sistemo i due loffi compari in un’auto con tre belle ragazze (poi ditemi grazie) mentre io mi avvio lungo la strada di ritorno verso Palombara facendo l’autostop e sperando che qualcuno mi si carichi, nonostante il mio basso profilo estetico da residuato bellico post gara, e comunque ancora peggio del solito. Nel chiedere il passaggio ostento il premio di categoria (5 o 6 kg di speck sottovuoto) sperando che qualcuno si fermi più per caricarsi lo speck che per accattare una vecchia vipera che scivola subdola e sonnacchiosa sull’asfalto assolato della panoramica.