Trail della Capitale 2014

Domenica 30 MARZO si è svolta la settima prova del CRITERIUM societario con la gara “Trail della Capitale” a Rocca di Papa, Campi di Annibale. Potete visionare la classifica del Criterium societario e la classifica generale della gara. Qui di seguito una cronaca della giornata raccontata dai protagonisti.

Peppe, 1h17’15” -Ho fatto i primi 20 minuti di gara con Boris ed Alessandro e alla prima salita Boris, preso dalla verve agonistica, è scappato, così io e Ale, presi dalla verve panoramica…, siamo rimasti dietro alla prima donna a goderci i suo notevole fondoschiena…. e così per tutta la salita, cominciata la discesa e non avendo più il panorama in faccia, l’abbiamo passata ed è cominciata la gara vera e proprio. Dopo aver goduto della bella discesa, dove ho passato Ale, e del bel tratto in mezzo al bosco alla vista del ciotolato ho cominciato a vedere di tutto e di più alla fine della salita gli 800 mt finali in ripida discesa sono stati la botta finale!!!! Comunque correre in mezzo alla natura è sempre libidinoso, se hai un bel di dietro davanti al naso ancora meglio…..

Marcella, 1h47’43” -Volevo scrivere quattro righe ma mi e venuto um poema!    Vi do la mia versione. Parto per il trail nonostante tutti mi avessero sconsigliato per i recenti problemi di sciatica e schiena. Aiutata dal buon samaritano Andrea che si offre di guidare la macchina e da una pastiglia di antiinfiammatorio presa a colazione. Arriviamo tutti alle nove. Fa freddo ma c è il sole, c è uno stato di tranquilla euforia. I top runners si mettono in prima fila boris peppe davide e paola  anche lei debilitata da recenti acciacchi ma forte di centinaia di chilometri corsi nelle ultime settimane. Noi altri dietro ci accorgiamo che era stato dato il via. Io parto fortina ma alla prima salita ripida mi viene una fitta alla schiena e mi vedo superare da stefano e andrea. Tra il quinto e il decimo chilometro è bellissimo  il tempo vola e neanche guardo l orologio si parla della modalita maschile e femminile di affrontare i percorsi accidentati. Corriamo insieme coni fabio e pierluca e giovanni che sembra oscillare tra la voglia di correre con gli amici e quella di accelerare. Ogni tanto scatta ma poi torna indietro da noi. A un certo punto mi prende un momento di euforia e accelero. Ho quasi raggiunto paola poi prendo una storta e perdo l equilibrio e quasi precipito per la montagna. Meno male che i tre cavalieri mi recuperano. Rallento un po giovanni va fabio e pierluca rimangono forse preoccupati che possa precipitare di nuovo.  Dico loro di non aspettarmi e rallento poi cammino da quando inizia il salitone. Poi inizia la discesa mi fa male la schiena e corro un po incerta poi accelero alla fine e arrivo con un tempo schifoso ma molto contenta.

Stefano, 1h40’00” -Partiti in sordina con la calma di chi ha la sfida dentro e aspetta solo di farla uscire fuori, alla prima salita ci siamo messi a camminare dentro torrentelli asciutti per aspettare quei viottoli tra alberi sassi radici insidiose dove è venuto fuori l’entusiasmo di divertirsi saltando su e giù qua e là come bambini che non escono da giorni per rimanere a casa a fare i compiti. Saliti, dal punto di partenza, più del previsto, ci siamo ritrovati ad avere panorami stupendi tra il lago di Nemi ed il litorale pontino. La domanda era ovvia: ci si ferma a guardare il panorama o si prosegue imperterriti senza esitazione? Risposta altrettanto ovvia si prosegue accaniti (anche perchè fermarsi voleva dire farsi tamponare con evidenti cadute rovinose). A quel punto sono iniziate le discese prima lievi e dolci poi ripide. I muscoli frenavano e controllavano la corsa. Insomma siamo andati avanti così fino a circa l’ 11 mo kilometro quando una strada Romana ci aspettava con una bellezza incredibile , una salita ancora più incredibile. Un paio di chilometri a camminare perchè i tentativi di corsa portavano alla considerazione” non ce la posso fare” o “se schiatto qui come ci torno alla macchina?  ” Si svalica e anche se sappiamo che mancano ancora 2 chilometri di montagna ci è stato detto che buona parte è discesa. E’ vero,dall’alto si vede dove dovremo arrivare e quindi briglie sciolte fino all’arrivo. Bè come diceva Beppe è stata una corsa entusiasmante di quelle da raccontare ( anche per il dolore alle cosce che è rimasto fino a giovedì). La conclusione è la solita: è stata dura ma aspettiamo la replica da qualche altra parte. Andrea, fai quello che vuoi di questo brain storming scritto sotto l’effetto di “atom heart mother” Io mi sono divertito .

Fabio, 1h44’29” -Dettaglio di Marcella che vede Paola e piglia la storta. Dopo circa 6 k trascorsi a narrare della sciatica, alla vista della sgambettante rivale Paola a circa 80 metri di distanza, Marcella sceglieva di piazzare una accelerazione che manco Gebre. Con questo obiettivo, avendo swicciato dalla modalità relax alla modalità agone, si piazzava in testa al nostro piccolo drappello di pippe acciaccate e accompagnatori, ben decisa a colmare il buco. Avendo recuperato 50 metri nei primi duecento in leggera salita, determinata a piazzare la zampata decisiva in discesa, si lanciava quindi in velocità, sprezzante del pericolo. Come sapete, l’andatura di Marcella, vista da dietro, sembra sfuggire alle leggi della biomeccanica, per la ben nota tendenza ellittica della gamba destra nella fase di avanzamento. Per questo non ci siamo affatto preoccupati quando, completamente incurante dell sentiero che virava a sinistra, la abbiamo vista dirigere il piede destro nella direzione di uno spazio vuoto posto a destra. La nostra preoccupazione è però aumentata però alla vista dell’intera Marcella che, irrimediabilmente connessa al suo piede destro, spariva nel dirupo, accompagnandosi con un urletto tipo Sharapova a Wimbledon. Quando è riemersa dal dirupo, ha subito cercato di capire quanto vantaggio avesse accumulato la Paolessi, mentre lei si attardava a rischiare di morire.

Andrea, 1h39’23” -E’ successo davvero, e mi ha tolto il sonno. Si chiamava Andrea, come me, che fine ha fatto?

Irresponsabile
Irresponsabile

Pierluca, 1h44’29” -Domenica è stata una bellissima scampagnata. Dopo un periodo di acciacchi mi apprestavo ad una garetta nel mio ambiente ideale (le foreste). C’era una nutrita schiera di rappresentanti Rifondaroli e per fortuna anche quelli forti. Era venuto meno il must di provare ad andare a punti per il criterium (intendo sopra i 5 regalati a tutti). Boris, Alessandro, Peppe ( e in parte anche il Capizzi, ma solo in parte) potevano contendersi quei posti. Per fortuna Fabio non si sentiva molto bene. Abbiamo fatto una gara bellissima, una passeggiata in boschi di castagno e querce; era bello notare come passando da un versante all’altro la vegetazione nelle sue componenti vegestazionali e strutturali cambiasse repentinamente. Ho provato a farlo notare a Fabio ma era troppo impegnato a guardarsi le scarpe. Gli ho anche indicato un faggio (importante perchè fuori dal suo areale) ma non sono riuscito a distrarlo. La stessa Marcella aveva occhi solo per il pantaloncino di Paola. Insomma è stata una bella passeggiata in cui non abbiamo dovuto spingere molto se non per evitare di arrivare dopo l’ultima donna di RP: prima abbiamo fatto i carini abbiamo aspettato spaventati dalla sbandata fuori sentiero, poi come scusa per non andare, abbiamo paventato ritorsioni e botte da Tommaso se non l’avessimo portata con noi e infine l’abbiamo miseramente mollata al suo destino. Comunque come considerazione finale si può dire che il trail è proprio piacevole, la fiolosofia è anche quella che non si deve correre sempre e per forza, per cui se la strada sale o se c’è la fila davanti, si cammina, ci si arrampica. I km intermedi sono passati velocissimamente con saliscendi con panorami bellissimi. 15 km che sono pesati sui quadricipiti per qualche giorno ma, ne valeva la pena. “Molto meglio della Roma Ostia” a questa mia esternazione una gentil donna che correva vicino a noi ha esclamato tutta la sua condivisione con un “Te vojo da er cinque!“. Noblesse oblige

 

 

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