Il Calendario del Crossista – (inviato da Boris)

Inviato da Boris (nota introduttiva di Ugo).

Sguazzare nella fanga, al freddo e sotto la minaccia del chiodo altrui…
La mota di Montefiascone, il gelido scenario dei capannoni di Colleferro, i cannoni sparafango di Campi Bisenzio…
Il bravo crossista deve sentire quello che sente il cinghiale o, meglio ancora, deve essere il cinghiale.

L’autore, personaggio peraltro gentile, si scusa per il linguaggio da camionisti, qui assolutamente necessario.

 

“Il calendario del crossista dovrebbe avere al massimo 7 mesi; purtroppo da secoli i mesi sono 12, e tant’è…
Come il calendario di Frate Indovino indica quando potare o seminare i ravanelli riportando le fasi lunari, così il calendario del crossista scandisce i macrocicli della preparazione
La copertina non presenta gnocche nelle posizioni più ardite e ricoperte di olio; niente ninemoric o sabrineferilli. Al più ci può essere un chiodo da 21 smarrito da DeNard nella melma di Campi Bisenzio, un pettorale del Campaccio o un pezzo di fettuccia della 5 Mulini. Anteprima del 2011: Lalli vincente a Bruxelles in mezzo alla neve.

CdS di Campi Bisenzio 2010: A volte si esagera!Il  calendario del crossista comincia a settembre con il potenziamento: i soggetti irrecuperabili hanno iniziato la palestra prima di ferragosto, rischiando la disidratazione. In questo modo avranno assorbito le settimane di adattamento, e quandogli altri iniziano, loro sono già a regime di carico.
In questo mese la corsa è un passatempo per digerire le quantità industriali di proteine necessarie a costruire qualche etto di massa magra. Membra gonfie e dolenti si trascinano a 4’30/km intorno al prato dell’acqua acetosa come in un girone infernale. La tortura è tale che correre intrattenendosi col Capizi risulta addirittura divertente. Potrebbe andare peggio…il potenziamento assume ogni anno forme nuove ed imprevedibili, al pari dell’influenza stagionale…. Al campo si fanno incontri inconsueti, ci si conta, c’è un’aria vibrante di attese per l’avvio di una nuova stagione: alcuni torneranno a perdersi di nuovo tra le nebbie dell’oblio, qualcun altro resisterà, qualcuno se lo mangia il gatto.
 
Ottobre è un mese di transizione: mentre in palestra si muovono carichi da camallo, a tonnellate per seduta,  in casa alzarsi per apparecchiare in piena fase catabolica diventa proibitivo. Allegramente si aggiungono le entusiasmanti ripetute in salita, dai più ritenuta la chiave di volta della preparazione del crossista, forse solo per consolarsi dalla fatica immonda generata dal salire e scendere dalle 10 alle 12 volte a velocità prossime a quelle di soglia. Le vecchiette con i cani lasciano definitivamente Villa Glori, vi torneranno ad aprile, a stagione conclusa.
Nulla fa ancora presagire quello che verrà, l’argomento gare è vietato nella scarna conversazione iperventilata del recupero tra una ripetuta e l’altra, si fatica e basta cercando di non farsi male almeno per i prossimi 3 mesi.
 
Arriva novembre…tutto sembra apparentemente immutato ma qualcosa freme come la corrente sotto la banchisa. Il programma viene svolto con rigidità mortuaria, un’eventuale perturbazione che si avvicinasse a Roma Nord di mercoledì intorno alle 18 sarebbe dissolta da emissioni incontrollate di bestemmie. All’improvviso, come il primo orso che piscia uscendo dal letargo, il comunicato Fidal con il calendario delle prove di qualificazione regionali spezza la routine di produzione/smaltimento del lattato. Come un’onda di piena la vis agonistica tenuta finora sotto controllo con gli psicofarmaci travolge le già deboli barriere mentali del crossista, che non sarà più una persona normale almeno fino alle finali nazionali.
Per gli atleti veri iniziano le indicative per la selezione azzurra.

Emiliano al cross del Tevere 2008Dicembre è un mese fondamentale nel calendario del crossista, in un calendario normale la topa migliore sarebbe miss dicembre. Il crossista navigherà su Internet per ore alla ricerca dell’Eletta, la Scarpa Chiodata da Cross. Di conseguenza vagherà per giorni alla ricerca del modello prescelto, che naturalmente non è più in produzione/non ce l’ho/mi deve arrivare/non ho il numero/non l’ho mai vista/ecc….
Qualcuno compra scarpe cinesi, e finirà la gara inaugurale pregando che lo Yangtze travolga la fabbrica con tutti gli operai dentro, altri scelgono la scarpa sulla base di pure considerazioni estetiche, badando che sia cromaticamente ineccepibile nell’accostamento col completino sociale.
In questo mese il crossista sublima la sua perfidia diventando elusivo come una civetta. I lavori vengono svolti a orari imprevedibili, tipo martedì alle 11.30 quando in pista ci sono solo gabbiani e velocisti, oppure a tarda sera. Nulla viene lasciato al caso per dissimulare all’avversario la propria condizione. E’ indispensabile fare un paio di gare prima delle qualificazioni per vedere come gira; il crossista si presenta con barba e baffi finti, iscrivendosi con nomi falsi come Mario Magnotta. I più scaltri si fingono turisti stranieri e si iscrivono a nome Charlie Brown. Negli spogliatoi si dichiarano con voce stentorea tempi di almeno 15”/km più alti. In conversazioni carbonare il crossista confida ai suoi più intimi compagni il reale stato di forma, concludendo immancabilmente con “Daie pure quest’anno ie rompemo er culo”.
Natale è un fastidioso contrattempo per il crossista, i panettoni niente più di spugnosi soprammobili puntinati.
Verso fine mese le immancabili simulazioni di gara su scalette 500-1000-1500 stravolgono l’idilliaca pace di parchi e pinete, scenario perfetto per il crossista che rischia distorsioni irreversibili correndo con i chiodi su sassi e radici per allenare occhio e piedi. Giovani donne fuggono come scoiattoli al suo sopraggiungere tra il frastuono dei rami spezzati, temendo un cinghiale o peggio uno stupratore. Attempate signore sperano che non si tratti di un cinghiale.

ll Tracotante al cross del Tevere 2008Finalmente, dopo mesi di ripetute, medi e lunghi, dopo serate passate in palestra, arriva gennaio con le prove di qualificazione regionali. Gli emissari rifondaroli sparsi in tutta Italia setacciano gli ordini d’arrivo delle gare per avere riscontri sulla condizione dei nemici, si tengono riti sciamanici per propiziare precipitazioni abbondanti nei giorni precedenti la competizione. Si sa, il terreno pesante livella le prestazioni e appesantisce il passo. Nelle situazioni più invereconde emerge la tigna e l’ignoranza tipica del crossista rifondarolo, cresciuto a pane e fanga. Con timore si legge delle ottime prestazioni degli avversari nelle competizioni regionali, ma poi sogghignando il crossista ricorda la sentenza a caratteri maiuscoli del Coach: “Il cross è un altro pane”.
La gara va preparata nei dettagli, perciò per prevenire traumi si regolano le unghie dei piedi con un calibro centesimale, i peli del naso vengono potati per favorire la respirazione, al porto di Napoli attraccano cargo battenti bandiera liberiana carichi di ginseng, tribulus terrestris ed eleuterococco, con l’unico effetto dopante di un dimagrimento forzato per via della dissenteria.
A gennaio la stagione del crossista vive il suo apice: niente sarà come prima se la finale non sarà raggiunta, ci aspetterà il buio fino all’anno successivo. La prima prova è in genere fondamentale per la qualificazione, perciò tutto si brucia in una fiammata, la seconda domenica di gennaio.

Febbraio è il mese della finale, se non ci fossimo qualificati il calendario sarebbe già al macero.
La possibilità non è neanche presa in considerazione, perciò a febbraio parte la giostra dell’organizzazione della trasferta, che di solito la Fidal appronta in amene località ai margini estremi del paese, in quanto non puoi dire di aver fatto la finale se a fine trasferta non hai fatto almeno 1200km. Il crossista riesuma polverosi diari di terza elementare per rintracciare il compagnuccio trasferitosi a  Milano. Poco importa che da venticinque anni non abbia sue notizie: la finalità è trovare un alloggio per la squadra e i dirigenti a costo zero o quasi. Si dimenticano liti secolari tra parenti pur di poter sfruttare lo zio di Cuneo. Un’antica fidanzata a Trieste può diventare una risorsa inestimabile, poco importa se ormai ha 3 figli e soprattutto poca voglia di far sapere all’attuale marito con chi ha imparato certe raffinatezze erotiche.
Purtroppo il tempo si consuma nell’attesa, quando lo starter spara non è altro che l’inizio della fine.
Tutti i mesi passati, le fatiche e i sacrifici hanno portato il crossista in mezzo a una mandria di bufali scatenati che vuole principalmente calpestarlo. Resistere e arrivare è l’unico obiettivo.

La squadra femminile al cross del Tevere 2008L’onda lunga della finale ci porta fino a Marzo; se le energie nervose lo consentono, qualche campestre qua e là si può trovare, ma i più sono svuotati. Marzo è il mese dei mondiali, il crossista può eventualmente saziare la sua smania di melma guardando atleti correre sotto 3’/km su percorsi paludosi ai limiti del malarico. Qualcuno pensa di sfruttare il carico sopportato per i cross e correre una mezza maratona…altre settimane di tortura autoinflitta nel delirio ossessivo-compulsivo.
 
Aprile è il mese dei bilanci, pensieri si affollano come peti stagnanti nella testa del crossista: anche quest’anno egli ha sacrificato tutto il sacrificabile sull’altare del Sacro Cross, per riportare innominabili piazzamenti. La depressione può farsi largo nella psiche indebolita da mesi di lotte contro madre natura che ti ha dotato di una VO2MAX troppo vicina alla media. Mentre i fiori sbocciano il crossista appassisce, è lontana la gloria della finale, e lontane sono le prossime qualificazioni. Mogli premurose tolgono i lacci dalle chiodate, al pari dei carcerati appena tradotti, e se, in una sera di fine aprile, quando l’aria inizia a profumare di acacia, vedete qualcuno sporgersi dal ciglio di un parapetto, non esitate, salvate un crossista.
 
Maggio, mese inutile, se non per le mogli/fidanzate che nella maggior parte dei casi si vedono restituite un compagno, più o meno soddisfacente. Qualcuna non riesce ad essere felice fino in fondo,pensando sgomenta che se è sopravvissuto vuol dire che ci sarà un’altra stagione di cross…
 
Giugno, mese inutile e per lo più secco
 
Luglio, mese inutile e per lo più caldo
 
Agosto, mese inutile tranne per il fatto che manca un mese a settembre……………………….”

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