Rust never sleeps

Per parafrasare il grande vecchio Neil: La ruggiune non dorme mai! E se l’arrugginita sono io ecco che dopo un lungo weekend di fatiche e bagordi, mi accingo a disputare la quarta tappa della Corri per il Verde con appena tre ore di sonno. Ma andiamo per ordine.

Venerdì 8 dicembre: Natalina. Corsa su strada per Master e su pista per il settore giovanile. Ottima prova dei giovani rifondaroli palombaresi. Senza pretese, ma neanche da buttare, la prestazione della vipera, reduce da una settimana di intenso lavoro aerobico e muscolare, soprattutto legato alla salita sull’innevata vetta del Monte Pellecchia, nei pressi di Monteflavio a cui aggiungo una caduta dalla parete di arrampicata nel muro di casa.

Sabato 9 dicembre: allenamento mattiniero nei pressi di Stazzano. A seguire: allenamenti alla Farnesina. A seguire: tracciatura percorso nella Villa dei Quintili. La mitica Camilla mi ha rammentato la triste storia dei fratelli di nobile stirpe romana, che ebbero l’ardire di creare una villa più bella e prestigiosa addirittura dell’Imperatore Commodo in persona… e non vi dico come andò a finire… A seguire: mitico concerto al Forte Prenestino degli Ombra, Franti, Roseluxx, insomma il meglio del meglio dello scenario musicale alternativo (mi perdonino il termine) e hardcore italiano. Rimbocco a casa alle 4 circa (è l’alba, quasi), tempo di chiudere gli occhi ed è già…

Domenica 10 dicembre: Corri per il Verde alla Villa dei Quintili! Grande prova rifondarola in cui spiccano tra le altre, le prestazioni del “mulo sardo” Serra (meglio non dire nulla per non turbarne l’equilibrio precario), il ritorno del “Maestro” (Enzino) e del figluol prodigo “Vastinho” e la stirpe dei fratelli Buendias (Tata, Simone e Jo). Io prendo una clamorosa sveglia dalle compagne di squadra nonostante in apparenza mi sentissi in splendida forma (ma solo in apparenza). Ma d’altronde come dal torto al Presidente, ai margini del circuito di gara: di notte leoni, di giorno… Comunque tengo botta. Poi ci sono le categorie giovanili (sempre grandissime) e non è finita. Pomeriggio salgo di corsa al convegno al Castello Savelli di Palombara Sabina, dove una delegazione del paese polacco di Ostròw Lubelski, vuole sapere tutto della nostra scuola di atletica. Tornando giù di corsa becco un vento freddo che, manco il flood americano e manca poco a spazzarmi via ed ora eccomi qui ancora a scribacchiare questo articolo, per punirvi affettuosamente con tutte ‘ste chiacchiere serali, ma soprattutto per il mio modo compulsivo di affrontare la vita di tutti i giorni!

Tutto ciò anche quale premessa per introdurre, in calce, le riflessioni emerse a seguito di questa poderosa ma “routinica” tre giorni di fuoco.

La seconda generazione

Ecco qui il nostro settore giovanile (vedi foto della quarta tappa alla Villa dei Quintili). Di nuovo alle prese con mille corse: su strada, su pista, su terreno, su zolle erbose. Ormai è così, non è più solo la nostra corsa e la nostra storia ma anche e soprattutto quella dei nostri figli, non sono i nostri figli genetici ma anche tutti quei figli, fratelli, sorelle e amici che per qualche ragione e alchimia hanno raccolto il testimone dei vecchi rifondaroli e condividono quel percorso ormai tracciato più di vent’anni or sono. Mi chiedo se sia solo una casualità il fatto di essere diventati quello che siamo, di stare bene insieme, di condividere in modo così naturale e spontaneo questo progetto, che sembra contagiare chi incuriosito si avvicina e si lega a Rifondazione Podistica. Secondo la mia modestissima e sempre dubitativa opinione, ritengo che alla base di tutto ci sia una comunanza nel considerare lo sport un importante strumento e mezzo nella vita di ognuno per la  Liberazione della mente e del corpo, un catalizzatore di legami affettivi, di atteggiamenti cooperativi, di pensieri e gesti creativi, di interazioni e inclusioni tra persone, con e nella natura. Non vedo certo tra noi un approccio allo sport competitivo militaresco e ordinato per un ordine fine a se stesso (provate a contraddirmi e ve ne faccio pentire amaramente!). Oggi pomeriggio, al termine della Corri per il Verde, ho presentato brevemente in un piccolo convegno al Castello Savelli di Palombara Sabina, su richiesta del Comune stesso, la nostra società, principalmente chi siamo e quali sono i nostri obiettivi e attività con bambini e ragazzi, ai rappresentanti di un paese Polacco, Ostròw Lubelski. In tale occasione ho percepito la motivazione che spinge me e i miei compagni di avventura a portare avanti, a volte anche con grande fatica ma sempre con grande convinzione ed entusiasmo questo progetto e non si tratta solo di piantare qualche palo e tirare qualche nastro, ma molto, molto di più. In queste quattro tappe della Corri per il Verde bambini e ragazzi hanno dato il meglio in termini di impegno ma soprattutto hanno espresso tutta la loro voglia di muoversi in libertà in modo creativo e collaborativo, nello spirito del tutti per uno e uno per tutti. Tutti si sono sempre incoraggiati a vicenda, correndo da un nastro all’altro e gridando parole di incoraggiamento e incitamento verso tutti coloro impegnati nella corsa, da più piccolo al più grande, dal primo all’ultimo, indistintamente, rinfrancandomi come sempre dalla stanchezza e dalle poche ore di sonno a fronte delle tante veglie da dedicare alle tante passioni, tra cui la scuola, lo sport, la natura e la musica. Se volevate una cronaca di questi ultimi eventi più tecnica o più derisoria, eccovi scontentati. Ci sarà sempre un Prof. Capizi “con la puzza sotto il naso”, pronto a bacchettarmi, ma che volete, anche questo fa parte del bello della nostra squadra! Ehi ehi my my rock’n’roll will never die!

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