Mennea Day 2014

Mennea Day dove Marcella si ritrova a correre un inaspettato 200. È stata tutta colpa dei Blondie, leggete la cronaca e capirete perché.

I ragazzi

“Bravissimi i bambini di RP ieri al Mennea Day. Esordisce Tommaso che corre ridendo, poi cammina gli ultimi metri e arriva pure secodo (su due) . Juma, splendido nella divisa dei grandi, affianca in curva il suo storico rivale, ma poi cede nel rettilineo e arriva ottimo secondo in 31″,07, facendo supporre margini di migioramento. Bravissimi Camilla Alice Lara Lisa Giacomo Simone Pietro Ruben, bellissima squadra allegra e affiatata che si sono fatti un sacco di tifo l’un l’altro.”
Foto nell’area riservata.

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Marcella

“Vado ad accompagnare i bambini al Mennea Day con pantaloncini (non RP) e scarpe solo perché voglio farmi una corsetta. L’anno scorso ero in ottima forma e mi ero iscritta al 200, poi non l’ho fatto perché hanno variato l’ordine delle gare senza comunicarlo chiaramente, che rosicata… Quest anno non se ne parla, ho appena ripreso piano piano…. Dopo le gare dei bambini infilo le cuffiette e vado, sento l’adrenalina del pre gara, le gambe vanno benone grazie all’ottimo Pasquale Dibitonto che in due sedute e con dei taping sgargianti (ora giallo) mi ha rimesso a nuovo il fastidio al piede, quasi non lo sento…. A un certo punto nelle cuffie entra “One way or another” dei Blondie, e inizio ad accelerare, i piedi spingono e le gambe si alzano e mi rendo conto che sto a 4’15”.”

“Quasi sotto trance mi dirigo correndo verso il chiosco iscrizioni e mi iscrivo. Arrivo tutta euforica dai rifondaroli sugli spalti e comunico la decisione presa e loro giustamente mi fanno intendere che pensano che io stia fuori come le cucuzze. Ma oramai è andata. Faccio allunghi e stretching e mi viene una gran strizza di rompermi. Le batterie sono tre. Quella delle forti tra cui la Bazzoni che vince. Quella delle fortine tra cui Patrizia Buracchia, mia rivale alle Corri per il Verde. Quella delle pippe senza tempo di accredito, la mia. Parto in sesta, ci sono i blocchi ma io non ho idea di come si usino. Meno male che c’e Ele vicino che me li posiziona e mi spiega come si fa. Non è difficile, anzi molto bello. Uno sparo e via, bella sensazione in curva, a un certo punto un urlo: una si rompe e cade (povera! penso). Sul rettilineo sento la stanchezza sulle gambe e non vado come vorrei, ma non sono ultima. Arrivo a sette centesimi dalla terza con il tempo di 36″.09 che è una gran ciofeca, però non ho fatto proprio una figura di m…  All’arrivo sento tutte le cosce indolenzite ma sono molto molto contenta perché non mi sono rotta niente e perché un 200 sui blocchi allo Stadio dei Marmi (ora Stadio Mennea) è una bellissima emozione….”

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