Cross, Pratoni del Vivaro

Settimana in cui ho corso poco ma ho disegnato parecchio: ho fatto una serie di vignette commemorative per l’evento clou, ovvero la finale nazionale di Cross a squadre in cui Rifondazione Podistica schierava sia maschi che femmine!

Ai Pratoni del Vivaro, domenica 10, si sono svolte le finali nazionali di Cross a squadre. Quest’anno Rifondazione Podistica schierava una squadra femminile ed una maschile nei rispettivi cross lunghi. La cornice è molto bella, un freddo altopiano contornato da monti boscosi, a quanto pare abitati da lupi, eppure siamo a poche decine di km da Roma! Le ragazze partono per prime, orfane di Stefania, colpita da un grave lutto. La battaglia è impari, Antonella, Marcella e Paola chiudono i 6km nelle ultime posizioni, ma hanno dato il massimo su un percorso solo in apparenza facile. Per i maschi la gara è altrettanto in salita, si considera un buon risultato arrivare intorno al centesimo posto (i partecipanti sono oltre 260, i km 10). Subito dopo la partenza, lasciando perdere il gruppo di africani in testa, i rifondaroli si dispongono in un terzetto più o meno a metà classifica, con il Tosco Emiliano detto anche cinghiale o cinghialone, Boris (ma ce l’ha un soprannome?) e il giovane Daniele, partito a razzo come al solito. Ma come si fa a non partire a razzo in una gara così? Le squadre vengono disposte in una specie di griglia di partenza tipo cavalli, lunga un centinaio di metri, e al colpo di pistola è una marea umana che piano piano si restringe a imbuto per affrontare le prime curve. Impressionante, il terreno vibra come se fosse una carica di bisonti. Dietro al terzetto un guardingo Capitano (Ugo), poi Vastinho, veterano della manifestazione. A mano a mano il terzetto si sgrana, in testa va il Tosco, a nulla valgono gli sforzi di Boris, Daniele invece accusa la partenza e comincia a scivolare indietro, facile preda del Capitano. Intanto comincia a cadere una pioggerellina fredda e ben inclinata rispetto al terreno, ma i partecipanti quasi non se ne accorgono, concentrati nella loro fatica. Mi piace moltissimo piazzarmi a bordo pista, sul lato interno di una curva, in modo da vedere chiaramente le facce dei corridori. Le loro espressioni sono bellissime, alcuni rilassati, quasi distanti, altri attoniti, o che testimoniano come un dolore profondo. Ipnotizzati da questa sequenza di volti, si rischia di prendere qualche sputazzata sui pantaloni. Tutto giunge a una fine, il Tosco 146° con una media di 3’35/km, Vastinho 252° a 4’02, tanto per farvi capire il livello della gara, in mezzo Boris, Ugo e Daniele. A cornice di tutto l’evento, cadeva il 50° anniversario di Enzo, il Maestro, 25 anni da essere umano e 25 da runner. Torta, regali (tra cui la mia vignetta), qualche bollicina, e il festeggiato si è pure commosso, forse anche per la inaspettata presenza del Potente, altro pilastro del pantheon rifondarolo.

Correre è bello, correre forte è esaltante, correre forte a lungo rasenta l’estasi… Peccato non essere all’altezza, ma la semplicità e purezza del gesto si trasmette inalterato, perché se non corressimo non saremmo umani.

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