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Articoli che trattano di temi riguardanti la corsa in tutti i suoi aspetti

Downshifting e Felicità: il decalogo della Guerrilla Running

Ma come deve essere ‘sto decalogo è forse ridondante? Tra i fumi dell’alcool un gruppo di rifondaroli avvinazzati, al termine della gara palombarese Millenium running, nella tana della Vipera berus, affrontano i massimi sistemi: il benessere equivale alla felicità? Qual è il fine ultimo dell’uomo? Ai posteri l’ardua sentenza!

Guerrilla running!

Manifesto

  1. La Guerrilla running è uno sport per ogni età che si pratica in strada e in tutti gli ambienti naturali che lo consentono.
  2. Ha come finalità il benessere e la salute della persona nella sua unicità e totalità e dell’ambiente di cui è parte.
  3. Utilizza gli elementi naturali e del paesaggio per correre, saltare, lanciare, stare in equilibrio e altre attività utili al corpo e alla mente.
  4. Non arreca danni al paesaggio, all’ambiente e agli esseri viventi, anzi porta buon umore e svolge azioni benefiche sul territorio, come raccolta rifiuti, bonifica degli spazi abbandonati e aree dismesse, in cui esercita attività sostenibili e utili alla salute.
  5. Abbraccia principi di solidarietà e uguaglianza, apprezza e difende la diversità e la biodiversità a tutti i livelli.
  6. Aspira alla pratica di stili di vita salubri e sostenibili.
  7. Sostiene quando possibile il Downshift e la decrescita felice.
  8. Non disdegna l’uso razionale e sostenibile delle nuove tecnologie e di strumenti e mezzi all’avanguardia.
  9. Sostiene la cooperazione nello sport, nella vita e come metodo di apprendimento.
  10. Richiede impegno e dedizione ma sempre divertente, piacevole, socializzante e creativo!

Chiamata alle armi… per un podio rifondarolo!

Ragazzi come ormai saprete il momento non è dei migliori, visto gli ultimi accadimenti in merito al dolore per la perdita della dolcissima Anna, la mamma di Ele che ci ha lasciato qualche giorno fa.
Tuttavia, scarpe rotte eppur bisogna andar.
La corri per il verde è una gara per noi molto sentita. Ele da qualche anno ci mette anima e corpo e credo che tutto questo piacesse anche ad Anna, che, come un giorno mi disse, condivideva e ammirava profondamente la grande passione di Ele nel portare avanti questo progetto dell’Atletica rivolto a bambini e ragazzi di ogni età, provenienti da ogni dove. Scusate il mio scrivere di getto ma credo che sia importante per me spendere queste poche, inutili, parole, soltanto per esprimere il grande affetto e la stima verso tutta la “truppa Lichtner”, anche per sostenerla in questo delicato momento.
Tuttavia gli eventi ci portano domenica prossima al Pineto, poi al Porto di Traiano, il 13 dicembre.
Io dico di mettercela tutta e di essere ancora più uniti e più numerosi a colorare di verde i prati di Roma e correre più forte che si può, non solo con le gambe, ma soprattutto con il cuore, con la consapevolezza che il vento in faccia e il fango nelle scarpe sono dei doni bellissimi che la vita ci può fare.
Dunque, in queste domeniche di un freddo autunno, armiamoci di “sassi e dardi metaforici” e piazziamoci su quella linea silenziosa, senza paura né freddo, aspettiamo lo sparo e liberiamo tutta la nostra energia!

N.d.R. ringraziamo la Uisp per la partecipazione.

Stress ossidativo

Uno stile di vita troppo concitato spesso ci deve far meditare su quanto possa essere faticoso e innaturale correre da una parte all’altra senza mai fermarsi a riflettere o semplicemente stare fermi senza pensare a nulla. E’ il mio caso clinico: i pensieri si rincorrono mentre il corpo si cimenta in una vita movimentata, con sedute di allenamento spesso controproducenti per le fatiche che si sommano una sull’altra.
Queste banali (quanto comuni a molti di noi) elucubrazioni mentali affiorano spesso, soprattutto in occasioni come l’input di sabato scorso, fornitoci dall’iniziativa dedicata allo sport e al benessere, a cura del nostro amico Dott. Gorini, nel corso della quale alcuni di noi hanno potuto testare il proprio stato di salute mediante moderni test clinici, tra cui esame impedenziometrico e test dello stress ossidativo.
Vano il tentativo del sig. Zucchi (secchione in prima fila durante la conferenza) di confondere i risultati, per giustificare un suo presunto stato di stress e quindi trovare la scusante in merito al punteggio criterium e alle ultime gare, tra cui quella di Villa Ada che lo ha visto arrivare alle spalle di un pimpante Novaro, nonostante i 3 km in più dichiarati all’arrivo da quest’ultimo.
In ogni caso il mio sangue rettiliano non voleva proprio uscire ma poi ha mostrato un alto tasso di perossido di idrogeno, cioè una bella dose di stress a carico delle mie povere cellule viperoidi.
Nonostante tutto però continuo a macinare gare. Solo nelle ultime settimane posso contare Palombara, dove sfodero il mio meglio, poi Villa Ada, la Vendemmiale, domenica scorsa a Capena, in cui acciuffo l’ennesima mortadella di categoria e forse domenica prossima a Monterotondo, per poi passare alla finale del criterium, Villa Borghese. Per carità, tutte prove di routine, niente di particolarmente somaresco e con ritmi abbastanza blandi.
Questo mi fa pensare che spesso in effetti, i risultati possono non corrispondere a meriti reali. Soprattutto ora, a fine stagione agonistica, con un certo imbarazzo dovuto al posto da me occupato nella classifica generale del criterium mi sembra simpatico vedere alcuni casi emblematici e provare a fare commenti sul rispettivo status atletico e sul perché di quel punteggio nonostante le qualità e lo spessore atletico e umano di ognuno di loro.
Innanzitutto Boris, vera “prima donna” e icona nobile della nostra società, le cui presenze in gara vengono centellinate con il contagocce, ma che rimane un fiore all’occhiello della squadra e modello dall’ineguagliabile taglia xxs dei completino societari.
Poi lord Nulli, sempre dal distinto incedere, che al contrario non disdegna mai il confronto e in ogni competizione e distanza è disposto a gettarsi di buon grado nella mischia. Rapido calcolatore, cerca di investire le sue energie nell’acchiappare premi in natura della sabina, cosa che mal si associa a una siffatta nobiltà di animo.
Quando penso al “Top runner” Ugo, mi vengono in mente rare sedute di allenamento con cui raggiunge ottimi risultati tecnici della durata di un nanosecondo per poi risfasciarsi sistematicamente e rifermarsi, senza però prendere un grammo di ciccia. In effetti anche a Walter, bastano due mezz’ore sulla pedana di una piattaforma petrolifera per andare a 3’ 15’’ al km.
Di Riccardo abbiamo già parlato. Il Nerd della squadra che tutto sommato vivacchia di antichi meriti ed è sempre proiettato verso nuove sfide e imprese pistarole.
Poi c’è il Presidente, che corre tra una scalata e l’altra, per mantenere l’impareggiabile longilinea figura e ma a lui va benissimo così. Degno di nota il suo esame impedenziometrico, che ha rivelato una corporatura totalmente a-lipidica .
Il Prof Capizzi invece, con il suo “snob appeal”, sembra sempre guardare la corsa con formale distacco, quasi non fosse lui a correre ma un altro per lui… che vuoi, anche lui ha la nobiltà dalla sua!
Tudino e Solimini sono ancora nella fase “divertente” e chiacchierina, mentre Lucidi, il “Gianni Morandi” dei poveri, ormai unico maratoneta rifondarolo e Pierluca, centometrista mancato accanito chissà perchè sulle mezze maratone somare (in cui non di rado mi sono tolta lo sfizio di dargli qualche minuto), faticano e non poco su gare e terreni di allenamento internazionali. A loro l’onere e l’onore di portare a spasso per il mondo la casacca e la carcassa sociale.
Non dimentichiamoci di Ricci Simone, lo spillo rifondarolo, ribelle e intrepido, che negli ultimi tempi è pronto a dare del filo da torcere anche a vecchie volpi, come Scozza e Novaro, quest’ultimo dalla doppia vita e conosciuto in zona Acquacetosa come “Jonathan” della Balduina.
Un ultimamente latitante Andrea Guerra, paga il prezzo per essere il fratello più lento di Ugo, ma probabilmente un giorno diventerà ricco e famoso con i suoi celebri fumetti. Io stessa sono sempre a caccia delle sue strisce autografate con la speranza che un giorno valgano più di qualcosa.
Poi ci sono Salvatori e Conti, che pensano da sempre di essere due velocisti falliti e che tra una dieci km e l’altra attendono il loro exploit nella prossima 4×100.
Chi va piano va sano e va lontano è invece il detto giusto per Giovanni Ricci, che zitto zitto sta migliorando le sue prestazioni, soprattutto quando c’è da ruspare (vedi Villa Ada) in terreni da cinghiali
Per le donne un commento globale, ma in particolare cito Ele, Marcella, Vera, Betta, Rita ma anche quelle che hanno iniziato a cimentarsi nelle prime gare dapprima come discepole del Maestro Enzo, (per il quale sempre tanto di cappello e dall’impeccabile status morale) e che ora cominciano a vantare un carnet ricco di prestazioni. Non posso fare a meno, però di pensare anche a quelle che negli ultimi tempi, di km, per ragioni varie, ne hanno macinati pochi (vedi Valentina, Antonella, Alessandra e Cristina). Per tutte trovo che a prescindere dai risultati bisognerebbe premiare la forza di testa che spesso deve entrare in gioco per vincere acciacchi, stanchezza, mancanza di tempo e quell’acchiappare il momento giusto per potersi concedere la “mezz’oretta di corsa” rubata a tanti altri impegni.
Per tutte loro proporrei 10 punti di criterium in più di default.
La Direttrice poi, con tutto il suo impegno dedicato nella riuscita delle attività del settore giovanile, spesso non corre per se, ma in compenso quante soddisfazioni dai giovani atleti!
Tanto per citare domenica scorsa a Velletri c’è stato un altro titolo regionale per RP, portato da Ruben con il lancio del Vortex, ma questa è un’altra avventura che merita di essere trattata meglio con un apposito articolo.
Mi scusino tutti quelli che non ho citato, le vecchie glorie, i potenti e i mola di ogni universo ma soprattutto i ragazzi e i genitori, vero motore di una squadra affiatata, ricca e composita.
Tutto questo per dire che ognuno corre a modo suo, con una sua motivazione, con risultati e traguardi diversi ma attenzione: ricordiamo sempre che lo stress ossidativo è sempre in agguato e quindi per tutti valgono le regole base del riposo, del buon cibo sano e nutriente, dello scarico e delle ore di sonno che non devono mai mancare. Infine ultima raccomandazione: fate quello che il prete predica, non quello che il prete fa!!!!

Attivita’ di settembre…..piccoli consigli.

Carissimi…!!!

Spero di trovarvi tutti in ottima forma dopo la rigenerazione estiva.

Le attività sono già’ in fermento come un bianchetto frizzante appena imbottigliato. C’e’ da programmare una intera stagione agonistica e abbiamo bisogno di tutta la vostra forza, entusiasmo e motivazione. Non troppo entusiasmo però!! Partite con  moderazione rispettate la settimana di scarico,incrementate gradualmente volumi ed intensità ed in generale concedete al vostro organismo il giusto tempo di recupero. Tutto questo vi porterà, insieme ad una giusta alimentazione, al miglioramento della performance e ad evitare fastidiosi e limitanti infortuni. Ma veniamo al sodo!! Abbiamo individuato due gare interessanti nel mese di settembre:

  • 13 settembre – Palombara Sabina, 10 km Millennium Running (Clicca qui per il regolamento. Le iscrizione sono a cura di Alessandro, contattatelo prima di giovedì sera)
  • 27 settembre – Roma, 12,5 km Trail di Villa Ada .

La prima di approccio, la seconda valida per il Criterium 2014/15.

Ricordatevi che le gare sono l’allenamento più importante!!

Sia il 13 che il 27 porteremo i nuovi completini da gara per consentire a tutti di provare le taglie dei capi scelti come materiale tecnico della stagione 2014/15.

Sempre in tema benessere con argomenti che spaziano dall’alimentazione, stato nutrizionale, postura e nanotecnologie mirate miglioramento della performance, vi ricordo il convegno organizzato dal Dott. Antonio Gorini il 3 Ottobre nell’Grand Hotel Tiberio di Roma.

Nell’occasione avrete la possibilità di sottoporvi  ad una serie di test innovativi, avere riscontri oggettivi del vostro stato nutrizionale e di gustarvi un ottimo apericena finale.

Chi si iscrive entro il 15 settembre avrà  gratuitamente la possibilità di fare nella sede congressuale l’impedenziometria, lo stress ossidativo e il biofeedback test (globalmente 100 euro di esami).

La scheda di iscrizione ed il volantino informativo dell’evento sono gia’ da qualche giorno presenti sul sito e sulla pagina FB della squadra.

Non mancate!

A presto!!

P.S.: per qualsiasi delucidazione… siamo a disposizione!!

Sport per Ben… Essere

Iniziativa interessantissima e  di avanguardia per chi vuole conoscere le nuove frontiere della nutrizione, della postura e le recentissime nanotecnologie del benessere.

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Non Dirmi che hai Paura

Cari amici, vi scrivo queste due righe per dirvi che mi dispiace molto non essere presente dal Potente (dove il vino e l’atmosfera sono veramente pregevoli), perdere il Vivifiume (dove i topi ballano anche con le gattone rifondarole presenti) e neppure alla staffetta (su distanze che mi vedono – cito il past President – come uno dei più forti atleti di RP). Sono molto dispiaciuto e nonostante vada molto di moda, non è per il criterium in generale – ma solo per quella sana competizione che si instaura tra di noi. Sono giorni che non corro per cui evito figuracce. No, scherzi a parte sono stato piacevolmente impegnato con la famigliola e ora partiamo per una vacanzetta di un paio di settimane…. torneremo il 13 maggio. Volevo però segnalarvi un libro che mi ha fatto piangere molto (detto così non è proprio un piacere) che molto probabilmente molti di voi conoscono; il libro è di Giovanni Catozzella, edito da Feltrinelli, “Non dirmi che hai paura”. La storia di Samia, la ragazza somala che ha iniziato a correre giovanissima in mezzo alla guerra civile e poi è andata alle Olimpiadi di Pechino. Il libro parla dei suoi allenamenti, della vita familiare in quelle condizioni, dei suoi idoli, delle sue scarpe e della fascia per la fronte che le regala il padre per il suo compleanno, e poi parla del Viaggio (quello dei nostri “immigrati clandestini” per intenderci). Ve lo consiglio vivamente, e se volete aspettare il mio ritorno, ve lo presto. Un abbraccio

Pierluca

Ventunozeronovantasette

Federica ha corso la sua prima mezza maratona, la Roma Ostia 2015, e sullo slancio ci ha inviato la lunga cronaca che segue. Tanti di voi hanno affrontato negli anni questa gara, leggendo il pezzo sono sicuro che rivivrete alcune delle emozioni legate a quell’esperienza.

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Aprica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa esperienza “lumbard” di Pierluca:

Per lavoro passo due giorni in Lombardia.
Penso: bene potrò correre liberamente!!
MA gli impegni e il lavoro sono sempre pressanti.
Comunque oggi mi sono svegliato (presto come al solito ad Aprica (SO) circa 1200 mslm.
Il sole non sorgeva mai.
I tempi erano strettissimi e l’ansia da prestazione aumentava.
L’ansia da prestazione, mi conoscete, non era riferita alla corsa, ma alla presentazione in power point che dovevo, e devo, ancora finire per l’incontro di oggi.
Continuo a perdere tempo.
Insomma alla fine mi concedo quei 40 minuti prima che apra il bar dell’albergo per la colazione. Esco. Fa freddo.
Prendo subito delle strade in salita per riscaldarmi e funziona. Dopo qualche centinaio di metri però scopro che sono tutte imbiancate da neve, o meglio gelo. LA neve c’era già ieri sera ma le strade in mezzo al paese sono pulite.
Insomma alla fine la corsa avventura è stata piacevole. Pericolosa, sopratutto in discesa, ma piacevole.
In una delle tante salite ghiacciate incontro un vecchietto col bastone che arranca per salire. Lo saluto e quello mi fa: “Mi dovresti dare le tue gambe!” Io resto un pò spiazzato e gli dico: “Certo gliele darei volentieri, ma c’è un mio compagno che è molto più forte di me!”. Alla fine abbiamo fatto un accordo scritto per cui si prende le gambe del Novaro.
Buona giornata a tutti.

Avventura Lucretile

Leggete questo racconto e capirete perché Paola è così assatanata…

“Dopo un sabato massacrante decido che forse non è il caso di cimentarmi sulla mezza maratona di Fiumicino anche perché non ho effettuato l’iscrizione. Pertanto ripiego su un medio allenamento montano con partenza da Palombara Sabina (circa 300 m s.l.m.) e arrivo a Monteflavio (circa 800 m s.l.m.) e penso che quei 500 m di dislivello possono bastare per non sbranarmi quei malcapitati che hanno l’ardire di passarmi vicino durante una crisi di astinenza da corsa.

Ma… a proposito di sbranare, sentite che cosa mi è capitato…”

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